La Beccalossi rincara la dose

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Assessore Beccalossi
Viviana Beccalossi Fratelli d'Italia
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Da il Brescia, 20 aprile 2007 – Andrea Tortelli

«A Brescia ci sono troppe zone franche dell’illecito, è arrivato il momento di far prevalere il buon senso». Anche la vicepresidente della Regione Viviana Beccalossi, ieri, ha lanciato il suo appello a partecipare alla fiaccolata «promossa dalla Cdl e destinata ai cittadini». Ma subito dopo è passata all’attacco denunciando – «dopo aver fatto un tour nei punti caldi della città» – le «troppe situazioni che gridano vendetta». «Quando di sabato in via Togni si svolge il cosiddetto mercato dell’Est» , ha detto, «accade di tutto. La mattina, prima delle 8, vengono venduti motorini e biciclette rubate. Per non parlare dello spaccio di droga, del sesso fatto senza ritegno o dei polli crudi venduti sui cofani delle macchine. Il tutto», ha aggiunto, «evidentemente con il benestare del sindaco di Brescia e delle forze dell’ordine, mentre quasi in contemporanea i commercianti del mercato in centro vengono sottoposti a mille controlli da parte dell’annonaria». Beccalossi, quindi, se l’è presa con «i troppi che stanno in stazione ad ogni ora e non si capisce cosa facciano per vivere», con i «vu cumprà che in centro giocano a nascondino con i vigili», con «i parchi cittadini che, tranne il Castelli e il Ducos, sono diventati luogo di accattonaggio, invivibili per anziani e bambini» e con «il residence Prealpino, che – in attesa che il piano voluto dalla Regione diventi operativo – è ancora terreno di ogni tipo di illecito».
Tutto ciò «non per dare la colpa a Corsini o a Cavalli, ma perché serve un patto di brescianità: dal giorno dopo la fiaccolata le istituzioni devono affrontare insieme il problema della sicurezza». Ma fra aperture e attacchi, Beccalossi non ha risparmiato una dura invettiva alla Cgil,  che aveva invitato i cittadini a non partecipare a un’iniziativa «strumentale e xenofoba». «Nei cinque anni di Berlusconi», ha detto, «si sono esercitati ad andare in piazza per qualsiasi cosa, ma stavolta», ha aggiunto, «evidentemente hanno preferito difendere una delle più importanti del sindacato: gli immigrati», ha chiarito, «rappresentano il 10 per cento degli iscritti e solo di tesseramento fruttano 42 milioni di euro ogni anno. La verità», ha concluso, «è che difendendo tout court gli immigrati non aiutano quelli regolari e per bene»

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