Sicurezza, conferenza di An

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Da il Brescia 24 aprile 2007

“Nessun futuro senza sicurezza”. È questo lo slogan della campagna politica che per la sicurezza nelle aree metropolitane lanciata da Alleanza Nazionale. Un percorso che avrà il suo culmine in una proposta di legge – alla cui stesura sta lavorando anche la federazione di Brescia in collaborazione con l’on. Gianni Alemanno – che An presenterà al ministro Amato. «La fiaccolata di venerdì – spiega l’onorevole Saglia – ha dimostrato che il problema della sicurezza è un problema di tutti. Ora crediamo ci sia la necessità di ascoltare la voce dei cittadini scesi in piazza promuovendo una campagna nazionale sulla sicurezza». Tra i tasti su cui insistono da tempo gli esponenti di An la riclassificazione di Brescia come territorio metropolitano. «Posizione, interessi economici, rapporto con l’immigrazione – continua Saglia – fanno di Brescia la città di riferimento di tutta la Lombardia orientale. La popolazione di città e centri limitrofi supera le 600mila unità. Oramai Brescia deve essere considerata una città metropolitana. Per questo la classificazione della Questura e della Prefettura andrebbe equiparata alle città capoluogo di Regione. Lo stesso Tribunale ha bisogno di un potenziamento degli organici». Per far questo, suggeriscono gli esponenti di An, si potrebbe usare parte del “tesoretto” nelle mani del Governo. «Considerato l’aumento dei reati e dell’insicurezza percepita – spiega Saglia – l’extra gettito dovrebbe essere utilizzato per azioni di prevenzione e contrasto della criminalità. Esiste un pericolo crescente per la sicurezza in tutte le aree metropolitane italiane che, a prescindere dalle emergenze, non può essere fronteggiato con le risorse ordinarie degli enti locali e del Ministero dell’interno ma attraverso l’istituzione di Patti provinciali per la sicurezza pubblica e finanziati attraverso un apposito Fondo nazionale istituito presso il Ministero dell’Interno». L’on Alemanno ha già chiesto un incontro ad Amato per illustrargli la proposta con la speranza che il ministro possa, almeno in parte, farla propria con un decreto legge.

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