Studenti dell’università statale al voto (politico)

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Da il Brescia, 26 aprile 2007 di Massimiliano Del Barba

Scade oggi a mezzo giorno il termine ultimo per presentare le liste universitarie che concorreranno il prossimo 16 di maggio all’elezione del Consiglio rappresentativo degli studenti (Crs), del Senato accademico (4), del Consiglio d’amministrazione (6) e de Consigli delle quattro Facoltà cittadine (Ingegneria, Giurisprudenza, Medicina ed Economia). Nonché dei candidati bresciani al Consiglio Nazionale degli studenti universitari.
A poche ore dalla presentazione ufficiale, ecco le anticipazioni. Quattro le liste, tutte «apartitiche» anche se fortemente connotate di colorazioni politiche: da sinistra a destra gli Studenti Democratici (Ds e Margherita), Ateneo studenti (Comunione e Liberazione), Movimento universitario padano (Lega Nord) e Azione universitaria centro destra in Ateneo (Fi, An e Udc). A parte alcune eccezioni – a Ingegneria ad esempio  Atto Primo e Studenti Democratici scenderanno in campo con Fantafobal e Bunker sotto la sigla “Progetto Ingegneria” – i prossimi venti giorni saranno di pura contrapposizione politica fra due modi diversi di intendere il mondo della scuola e dell’università: da un lato la sinistra anti riforma Moratti, che punterà la sua campagna su diritto allo studio, «a cominciare da più borse di studio e da più attenzione al ruolo dell’Isu», sulla centralità della ricerca, sul raggiungimento di un equilibrio fra crediti e monte ore e sul problema della mobilità fra poli universitari; dall’altra parte la destra che con tanta nostalgia verso l’attuale sindaco di Milano punta il dito contro i tagli di Prodi e chiede di «ridistribuire i fondi tagliati da Bersani agli atenei più piccoli come Brescia, al solito i meno finanziati».
New entry e veterani un po’ in tutti gli schieramenti: Studenti democratici ricandida Francesca Butturini e Dario Bellitti a Giurisprudenza ed Erica Santina a Medicina. A loro toccherà coordinare i tanti nuovi ingressi: «Siamo una lista che funziona per obiettivi – ha spiegato  Butturini – e anche se la nostra sensibilità è dettata da una convinzione politica di sinistra, siamo alla ricerca della trasversalità». Stessa strategia sull’altro per la Cdl; a fianco di Elio Gorda a Medicina, Ilenia Pachera a Giurisprudenza e Andrea Romele a Ingegneria (il più votato durante le ultime elezioni), molti i nomi e le facce nuove: «Riproponiamo la nostra linea di intervento sui problemi delle facoltà che ci ha portato ad esempio al miglioramento della distribuzione delle sessioni d’esame a Giurisprudenza o all’aumento degli appelli a Medicina». Inizia la corsa.

Sono due i bresciani che si candideranno per l’elezione nel Consiglio nazionale degli studenti universitari: Simone Ghidoni, sesto anno di Medicina, 28 anni, rappresentante della lista di centrodestra Azione universitaria, e Francesco Esposito, 22 anni, iscritto al terzo anno di Ingegneria per Udu-Liste di sinistra-Liste Democratiche. Nessuno dei due alla prima esperienza politica in Ateneo, per entrambi la data del 16 maggio rappresenta il trampolino verso la dimensione nazionale. I programmi verranno ufficializzati solo oggi, ma sono stati gli stessi candidati a anticiparne alcune linee guida; per Ghidoni e Azione universitaria le prime due cose da fare saranno quelle di «ridistribuire i fondi e i finanziamenti agli atenei più piccoli e soprattutto bloccare la riforma Bersani, che ha tagliato il 20 percento delle spese intermedie, dalla luce, alla carta al gas per il riscaldamento, tanto che è stato chiesto alle facoltà di abbassare il riscaldamento e di alzare il raffreddamento di un grado».
Il programma di Esposito risponde invece puntando sui diritti degli studenti, la trasparenza delle università, la promozione della meritocrazia, maggiori fondi all’università pubblica. «Controlleremo che i docenti facciano il loro dovere – ha rimarcato – chiederemo maggiori borse di studio anche per gli stranieri». Ma per entrambi infine la preoccupazione è quella di riuscire a comunicare con i propri compagni: fa pensare infatti che a una media del 20 per cento di affluenza alle urne si accompagni una tendenza delle liste ad occuparsi di politica “alta” piuttosto che interessarsi dei problemi degli studenti.  m.d.b.

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