Consiglio comunale in carcere

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Da il Brescia 8 maggio 2007 (andrea tortelli)

L’impegno ad attivarsi affinché venga realizzato un nuovo carcere maschile, magari accanto a quello di Verziano. E la promessa – accolta con grandi applausi anche dalla trentina di detenuti presenti – che presto verrà intitolata una via della città a Giancarlo Zappa, presidente del tribunale di Sorveglianza di Brescia per quasi vent’anni e tra i promotori, nel 1996, della cosiddetta Legge Gozzini. È questo, in estrema sintesi, il bilancio del consiglio comunale straordinario che si è tenuto ieri pomeriggio nel carcere di Canton Mombello per fare il punto sulla situazione negli istituti di pena bresciani. Un’occasione quasi unica – come ha sottolineato il garante dei detenuti Mario Fappani – visto che soltanto a Roma, tre anni fa, era già accaduto che una seduta di consiglio si tenesse all’interno delle mura “inviolabili” di una prigione.
Ed è stato ancora Fappani – nella sua breve relazione introduttiva – a evidenziare le necessità irrinunciabili per migliorare la situazione degli “ospiti” di Canton Mombello, che nonostante la boccata d’aria regalata dall’indulto ospita ancora molti più detenuti di quanti decenza, igiene e la stessa legge gli consentirebbero. «Innanzi tutto», ha detto il garante, «serve un carcere nuovo, perchè questo, che è nato nel 1915, non è più ristrutturabile. Ma nel frattempo», ha aggiunto Fappani, «ci accontenteremmo di avere in gestione un pezzo della caserma che ci sta di fronte (la Goito, ndr)». Quindi, l’ex assessore regionale ha ribadito la necessità di tutelare il diritto alla salute dei carcerati lanciando un appello all’Asl e alla direzione regionale affinché «si superino le divisioni e si avvii un tavolo per dare vita al più presto una carta dei servizi». Infine la questione del lavoro perché «è indispensabile offrire ai detenuti delle alternative, dentro e fuori». Un tema ripreso anche dal socialista Cesare Meini – suo l’intervento più apprezzato dai detenuti – che con passione ha richiamato i sindaci dei 206 Comuni bresciani alle loro responsabilità affinché tramite le cooperative vengano assegnati posti di lavoro a detenuti ed ex carcerati. Quanto alla proposta di realizzare una nuova struttura quasi tutti i capigruppo si sono detti d’accordo, a partire dal Liberaldemocratico Giovanni Petriccione che ha lanciato alla Loggia la proposta di farsi carico della progettazione e della costruzione del nuovo carcere a Verziano, in cambio dell’acquisizione di Canton Mombello. L’unico a manifestare perplessità è stato Manlio Vicini (Rifondazione comunista) che ha criticato l’ipotesi che il carcere venga «espulso» dal centro perché «sembra un modo di allontanare i problemi». Mentre il sindaco Paolo Corsini, parlando a nome dell’amministrazione, ha ricordato che «da tempo proponiamo al ministero – e continueremo a farlo – un’area accanto al carcere femminile, di cui sono proprietari il Comune e il Civile». E proprio all’ospedale – in particolare al direttore generale Lucio Mastromatteo seduto nelle prime file – il sindaco ha quindi rilanciato la richiesta (arrivata da uno dei consiglieri della sua maggioranza) di intervenire «affinché le condizioni del presidio di ricovero per detenuti allestito al Civile diventino più dignitose».

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