Darfo, sfida a quattro per fare il sindaco

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Da il Brescia 17 maggio 2007 (andrea tortelli)

Andrea Tortelli
andrea.tortelli@epolis.sm
Fare sistema in un tessuto urbano diviso in ben undici frazioni, ma più in generale nella Valle di cui Darfo Boario Terme vuole continuare a essere la capitale. È questa l’ambizione dei quattro contendenti che il 27 e il 28 maggio cercheranno di conquistare la poltrona di sindaco. Ma il primo cittadino uscente, Francesco Abondio, non è intenzionato a cedere le armi. In questa tornata si ricandida con la lista Darfo delle libertà e poco importa – spiega – che i vertici provinciali An e Udc abbiano deciso di sostenere un altro candidato perché «gli assessori uscenti di quei partiti sono in lista con me e comunque i centristi in Comunità montana stanno con il centrosinistra, a cui noi siamo alternativi». Quanto invece al giudizio degli elettori Abondio si dice fiducioso del fatto che «capiranno quanto abbiamo fatto negli ultimi cinque anni». «Abbiamo investito circa 20 milioni in opere pubbliche», spiega, «e tra un anno, nella struttura dell’ex Consolata, sarà pronto anche il primo centro di alta formazione d’Italia». Quindi il capitolo sicurezza, «su cui non bisogna mai abbassare la guardia», e il sociale «per cui il nostro Comune è stato preso a modello da tutta la Valcamonica, tant’é che sono stato eletto presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl». E di continuità amministrativa parla anche l’ex primo cittadino Luigi Pelamatti (della lista “il Centrodestra”) che pure critica Abondio perché durante il suo primo mandato si è formato un asse fra Forza Italia e Lega che – «con prepotenza» – ha portato alla progressiva esclusione di An e Udc. Nel suo programma «un nuovo ponte per Montecchio e una circonvallazione che permetta di evitare la strozzatura nella stessa frazione lungo la strada Darfo-Esine». Ma anche «l’assunzione di altri vigili, il pattugliamento notturno del territorio e la richiesta di un commissariato di polizia». Infine il capitolo del mettere in rete con le richieste di sportelli decentrati in ogni frazione e di un potenziamento del sistema di trasporto per collegare con maggiore frequenza le diverse località.
Punta sul rilancio del turismo, invece, Oliviero Valzelli, consigliere uscente della lista le Arche che si candida a sindaco con “La civica undici paesi una città” in cui trovano posto anche tre candidati dell’Unione. «Darfo», spiega, «è un paese ricco di risorse e bellezze che però vanno valorizzate in un sistema coordinato. Il nostro Comune», continua, «deve diventare la capitale del turismo termale e del benessere di tutta la Valle  e per ottenere questo risultato bisogna cambiare le linee che hanno guidato lo sviluppo del nostro territorio negli ultimi anni. Durante la giunta Abondio», conclude, «c’è stata un’espansione turistica sconsiderata: si sono costruiti condomini, nemmeno alberghi, e non si sono create le strutture viarie necessarie. Il rischio che questa diventi una città dormitorio», chiosa, «va scongiurato con i fatti». Anche il sottosegretario allo Sport Elidio De Paoli si candida a sindaco (Lega lombarda, Pensionati, Gente di Darfo) con l’idea di una grande Darfo il cui sviluppo può correre in parallelo con quello del centro congressi «in cui vorrei portare fiere tematiche ed eventi internazionali». Le altre priorità di De Paoli, che può contare su un bacino potenziale di almeno il 6-8 per cento degli elettori, sono «l’abolizione dell’Ici sulla prima casa e contributi alle famiglie che accudiscono anziani in modo da coprire almeno i versamenti all’Inps per le badanti».

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