Nessuna spallata, confermati sette sindaci su nove

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Da il Brescia 29 maggio 2007 (andrea tortelli)

Come da previsioni i cittadini dei nove Comuni bresciani chiamati alle urne hanno deciso in maggioranza di confermare la fiducia ai sindaci che li hanno governati negli ultimi cinque anni. Ma non mancano le  eccezioni e per qualcuno la vittoria è andata meno liscia delle attese. Così è successo nella capitale della Franciacorta, a Rovato, dove il testa a testa è durato fino all’ultimo seggio e per il successo del civico Andrea Cottinelli sono stati decisivi – è proprio il caso di dirlo – i voti degli amici, visto che alla fine lo scarto con il forzista Alessandro Conter è stato di soli sette voti. Con 89 schede non valide che ora – nell’annunciata guerra dei ricorsi e riconteggi – rischiano di rimettere in discussione tutto.
L’altra certezza di questo voto amministrativo è che il centrodestra ha fatto praticamente tutto da solo. E ovunque ha perso l’ha fatto più per le divisioni interne alla coalizione, che per i meriti del centrosinistra. È il caso di Rovato, appunto, dove l’ex capogruppo di Forza Italia Vittore Martinelli ha fatto da ago della bilancia: proprio come cinque anni prima Emanuele Rossi che – rompendo con la Lega Nord – aveva regalato la vittoria a Cottinelli per duecento voti. Ma anche della vicina Cazzago San Martino il copione è stato lo stesso. Giuseppe Foresti, infatti, l’ha spuntata per poco più di 400 preferenze sul primo dei suoi rivali, ma ne ha comunque ottenuti 800 in meno della somma delle preferenze prese da Antonio Mossini (Fi-Lega) e Leonardo Sardini (An-Udc). Pur sempre una vittoria per l’Unione, che con la conferma della Franciacorta ribadisce anche il controllo su Cogeme, di cui i due Comuni sono i primi azionisti.
Anche a Desenzano, nel più importante dei Comuni alle urne, il – pur scarso – bottino conquistato dall’outsider Enrico Frosi (iscritto a Forza Italia e candidato contro la Cdl) è stato decisivo per impedire a Cino Anelli di far saltare il banco da subito. Mentre Darfo è stato l’unico Comune in cui un esponente del centrodestra, il sindaco uscente Francesco Abondio (Fi-Lega), è riuscito a spuntarla nonostante le divisioni. Ma sul suo successo pesa anche la deblacle del candidato di An e Udc, Luigi Pelamatti. Per il resto, dove la Cdl si è presentata unita, non c’è stata storia e nei paesi più piccoli le maggioranze sono state schiaccianti. Così ad Acquafredda dove il sindaco uscente Mario Gatta ha letteralemte bastonato il segretario locale dei Ds lasciandogli soltanto il 20 per cento dei voti. Lo stesso a Gottolengo dove Giuliana Pezzi, democristiana di lungo corso e impegnata nell’amministrazione comunale dal 1975, ha vinto con  il 70%. E tra le 946 anime di Provaglio Val Sabbia non è andata molto diversamente visto che Tamara Baldassari, a capo di una civica di centrosinistra, non è riuscita ad andare oltre l’un terzo dei voti. Insomma: è difficile dire se la Casa delle libertà in questa tornata ha più da gioire per il buon risultato politico o – recuperando un termine caro alla sinistra – deve soprattutto fare autocritica.

È deludente, come in tutta Italia, il dato nell’affluenza nei nove Comuni bresciani al voto. La partecipazione, infatti, è stata solo del 76,2% contro il 79,8 di cinque anni prima. La percentuale più alta – per paradosso – è stata quella del comune più piccolo, Paspardo, dove ai seggi è andato l’87,8% degli elettori (ma nel 2002 erano il 90,2). La peggiore, invece, si è registrata proprio nel Comune più grande, Desenzano, che si è fermato al 72,1% (contro il 75,3 di cinque anni prima). Gli altri dati in ordine decrescente: Acquafredda 84,7% (era l’88,9%), Provaglio Valsabbia 84,6% (89%), Darfo Boario 79,5% (81,5%), Gottolengo 78,5% (82,8%), Rovato 76,8 (81%), Cazzago San Martino 76,8% (83,3) e Odolo 76,3% (77,3%). Risultati che, con la vistosa eccezione di quest’ultimo paese dimostrano come la partecipazione sia inversamente proporzionale al numero di elettori chiamati alle urne.

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