Imprese: cresce la mortalità

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    Nelle imprese bresciane cala la natalità e cresce la mortalità. Il primo trimestre dell’anno consegna tradizionalmente un bilancio negativo poiché riflette l’accumularsi di cessazioni contabilizzate a gennaio ma riferibili in realtà agli ultimi giorni dell’anno precedente, cosicché il registro camerale rileva queste chiusure con il bilancio del primo trimestre dell’anno.

    Tuttavia, la serie storica del primo trimestre dell’ultimo decennio evidenzia come il risultato del primo trimestre 2008 sia quello più deludente (dopo quello del 1998) dal punto di vista del dinamismo delle imprese. Il saldo negativo di 434 unità riflette l’allargamento della forbice demografica causata soprattutto, dal calo della natalità: 3.056 le imprese nate nei primi 3 mesi del 2008 contro le 3.241 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.

    La contenuta natalità del sistema imprenditoriale viene confermata dalla serie delle cessazioni; quelle del primo trimestre del 2008 (3.490) sono le cessazioni più consistenti dopo quelle registrate nel primo trimestre di dieci anni fa.

    Il rallentamento della vitalità del sistema si riflette su tutte le tipologie di forme giuridiche, tra le quali restano con segno positivo soltanto le società di capitali (+0,92%, pari a 189 imprese in più in 3 mesi). Le perdite più consistenti si concentrano nelle ditte individuali (-0,8%, pari a 484 imprese in meno rispetto al quarto trimestre 2007), mentre più contenuta è la riduzione del numero delle società di persone (-0,7%, pari a 133 in meno in 3 mesi).

    L’incidenza delle società di capitali sul totale delle imprese è così passata dal 22,6 al 23 per cento, quella delle società di persone è scesa dal 23,5 al 23 per cento, mentre quella delle ditte individuali è rimasta sostanzialmente invariata al 54,6 per cento.

    Commercio (-429 imprese), agricoltura (-195) e attività manifatturiere (-183) sono i settori che accusano le più consistenti riduzioni dello stock di imprese in termini assoluti.

    Insieme, questi 3 settori spiegano anche più di tutto il saldo negativo del trimestre.

    A tenere, pur in un quadro difficile ed in rallentamento, sono alcuni servizi alle persone, mentre anche i servizi alle imprese manifestano un saldo negativo (in particolare le attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca).

    L’onda lunga della crescita degli ultimi anni si è attenuata anche per il settore delle costruzioni, che nel primo trimestre di quest’anno ha registrato un leggero saldo negativo.

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