A caccia del tarlo asiatico

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    E’ partita da alcuni giorni la campagna della Regione Lombardia per informare i cittadini della pericolosità, ma solo per le piante e non per l’uomo, del "tarlo asiatico", un coleottero del genere Anoplophora, introdotto impropriamente nel nostro Paese dall’Asia e già individuato in alcune zone della regione. L’emergenza non è assolutamente da sottovalutare, basti pensare all’incredibile numero di arbusti da frutto abbattuti in Cina, dove il coleottero è partito, dal 1992: oltre 50 milioni. Il tarlo però non colpisce solo alberi da frutto ma ogni tipo di pianta: l’insetto depone le sue uova all’interno di un albero sano. Una volta che le larve sono mature fuoriescono dalla loro cella e scavano profonde gallerie per nutrirsi del legno, causando danni gravissimi alla pianta che nel giro di pochi mesi muore. L’unico rimedio efficace per contrastare la diffusione del tarlo è l’abbattimento dell’arbusto, l’estirpazione del suo apparato radicale e l’incenerimento del tutto.
    Ad oggi la presenza dell’Anoplophora è stata accertata nelle provincie di Milano, Varese e Brescia. Le forze messe in atto dalla Regione sono importanti: da qui al 2010 8 milioni di euro per contrastare la diffusione del tarlo e informare la cittadinanza della sua pericolosità. Proprio a questo riguardo la scorsa settimana sono stati affissi nella nostra provincia manifesti con le immagini del coleottero: si invitano coloro che dovessero vedere l’insetto a comunicarlo immediatamente ad ogni organo preposto.

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