Danilo, manca ancora il corpo

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    E’ uno strazio infinito per i genitori di Danilo Salvetti, che ancora non hanno potuto riavere il corpo del figlio 18enne annegato nelle acque del lago di Iseo. Dal pomeriggio di sabato, da quando sono giunti sul posto, non si sono mai mossi da riva. Un dolore che non si placa, reso ancora più difficile da accetare perchè non si trova il corpo del ragazzo. I Vigili del fuoco di Milano e Como, che coordinano i volontari dei gruppi subacquei di Iseo e Montisola, di Pisogne, della Protezione civile di Montisola e di Marone, del 118 e della Croce Rossa Italiana, hanno deciso di proseguire ad oltranza, giorno e notte, utilizzando tutte le attrezzature disponibili per recuperare il corpo. A complicare le operazioni sabato notte il guasto verificatosi all’apparecchiatura "Prometeo", utilizzata per scandagliare le acque profondissime dove è avvenuta la tragedia, e ieri il violento temporale abbattutosi sul Sebino, che per alcune ore ha distolto i sommozzatori dalla ricerca, con la protezione civile impegnata per le segnalazioni ricevute dai cittadini. Passato il temporale le operazioni sono riprese: il campo di ricerca si sta progressivamente allargando dal punto in cui gli amici del ragazzo dicono non essere più riemerso, a circa 30 metri dalla riva. Nella giornata di oggi gli uomini impegnati nella ricerca avranno a disposizione una sofisticata attrezzatura che permetterà loro di effettuare scansioni più dettagliate del fondale.
    Intanto a riva i genitori continuano ad aspettare. A sostenerli sono giunti ieri i parenti più stretti, gli amici e il parroco di Breno don Franco.

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