Anche a Brescia consumi in calo

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    I bresciani non si spaventano alla fatica, alle ore straordinarie di lavoro, al sabato in ufficio o in fabbrica a finire le ultime cose. Grandi lavoratori insomma, che però amano "trattarsi bene", non badare a spese, avere la bella macchina, vestiti alla moda, viaggi e vacanze all’estero (tutti, sempre, abbiamo incontrato in vacanza un nostro concittadino). Tempi di crisi però, e anche noi bresciani tiriamo la cinghia. Nulla di sconvolgente per ora, ma alcuni segnali di un ritorno ad una certa sobrietà negli acquisti sono sotto gli occhi di tutti. La spesa dei bresciani sta cambiando, va sempre più in direzione dell’acquisto fatto direttamente dal produttore. Si è partiti qualche anno fa dai distributori automatici del latte allestiti dagli stessi allevatori, ormai numerosissimi soprattutto in provincia, prende sempre più piede l’acquisto diretto di frutta e verdura, pesche, meloni, angurie e ortaggi vari, nelle cascine, per non parlare dell’assalto all’ortomercato nel sabato mattina. Gli acquisti nei supermercati poi riguardano sempre più spesso i prodotti di catena, di buona qualità e prezzo più contenuto, e non le marche di richiamo. Sono ormai abbastanza numerosi i Gas, Gruppi di Acquisto Solidale, in cui i cittadini si uniscono per gli acquisti riuscendo ad ottenere dei prezzi mediamente più bassi del 20% rispetto alla spesa fatta da singoli. Insomma se proprio non sono drasticamente diminuiti i consumi a Brescia (diffusi i dati Istat riguardo ai consumi del 2007, leggermente in calo rispetto a quelli dell’anno precedente) sono senz’altro cambiati.

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