Terre di Franciacorta addio!

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    Quella del 2008 sarà l’ultima vendemmia, speriamo ottima, del Terre di Franciacorta. Va in pensione il nome che ha portato sulle tavole di tutto il mondo il vino fermo della Franciacorta, accanto al bollicine. Sono stati stati pubblicati infatti sulla Gazzetta Ufficiale i nuovi disciplinari che regolamentano la produzione di Igt e Doc, che tra l’altro prevedono la nuova denominazione di "Curtefranca Doc" che andrà a sostituire quella di Terre di Franciacorta. Ormai erano anni che la questione del nome divideva i produttori, alcuni dei quali in verità già utilizzavano la doppia denominazione. La motivazione che ha spinto i produttori al cambio di nome sta nel desiderio di evitare confusioni e sovrapposizioni tra franciacorta bollicine e franciacorta fermo, bianco o rosso, il tutto per identificare univocamente nel mondo il nome franciacorta con le bollicine, traino della viticultura della zona. Secondo gli oppositori al cambio del nome, circa il 10-15 % del totale, era invece importante l’identificazione della Francicorta come zona di assoluta eccellenza nel complesso degli uvaggi e delle vinificazioni, anche in considerazione del fatto che è questo il nome che l’ha fatta conoscere al mondo.
    Il Ministero ha previsto un periodo transitorio di due anni durante i quali i nomi potranno ancota coesistere, dopodichè sarà tempo del solo Curtefranca, che viene dalle nominazione di Curtes franchae, o Franchae curtes, antiche corti monastiche libere dal pagamento di dazi.
    Il nuovo disciplinare prevede anche l’introduzione nell’uvaggio del rosso del Carmènere, l’incremento delle densità di impianto contestualmente alle riduzioni di resa per ettaro. Altrà novità fondamentale: l’obbligo di riportare l’annata in etichetta.

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