In piazza contro Brunetta

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    L’appuntamento per tutti coloro che vogliono far sentire la propria voce di pubblici dipendenti e protestare contro le misure messe in campo dal Ministro Brunetta è fissato dai sindacati per domani mattina in piazza Rovetta a Brescia. La protesta è stata indetta dalla Cisl bresciana e dall’associzione "A sinistra". Il segretario generale della Cisl Renato Zaltieri si dichiara alquanto preoccupato della brutta piega che stanno prendendo le intenzioni del governo in merito ai pubblici dipendenti, continuamente denigrati e portati a esempio come categoria di fannulloni, male assoluto dell’Italia. La situazione secondo Zaltieri è alquanto diversa da come la dipingono il Ministro Brunetta e Tremonti: il pubblico impiego già da tempo sta lavorando con un contratto nazionale scaduto, gli stipendi sono inferiori rispetto alle stesse categorie nel settore privato e gli organici sono sempre più ridotti. Per di più Brunetta avrebbe intenzione di approvare norme che sarebbero discriminatorie nei confronti dei lavoratori statali, con regole severissime e addirittura decurtazione dello stipendio in caso di malattia.
    La rappresentanza sindacale del Comune di Brescia ha nei giorni scorsi spedito una lettera a Paroli in cui si chiede che il sindaco, in qualità di rappresentante politico al parlamento, si faccia portavoce della ingiustizia della manovra contro i dipendenti pubblici che si vuole approvare. Una lettera analoga è stata recapitata al presidente della provincia Cavalli: i 1200 dipendenti e collaboratori dell’ente vogliono richiamare l’attenzione sulla gravità della manovra in atto e puntano il dito contro la cronica carenza di personale e contro la proliferazione di contratti atipici a tempo determinato, vero dramma per i lavoratori e nemmeno vantaggioso per gli enti.

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    UN COMMENTO

    1. c’è poco da commentare, le proteste si commentano da se, hanno ragione i dipendenti pubblici a protestare…………sono 60 anni che fanno poco o niente, ora li vogliono far lavorare tutte le ore che vengono pagati, non è possibile, questi sono metodi fascisti, meglio quelli dei comunisti tutti hanno un lavoro, che bisogno c’è di lavorare, infatti abbiamo un bel esempio dei governi comunisti passati e attuali, oer democrazia vogliono uno stipendio di destra, quello si, magari con il rinnovo del contratto, veloce e efficiente, io propongo di dare a chiunque ciò che si merita, lo stipendio che si merita, e per le ferie tutti in Russia, magari qualcuno ci rimane,magari………………….

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