Arcai e il dopo-Goldin

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Dopo l’ufficializzazione del divorzio tra la Loggia e Marco Goldin, organizzatore e curatore delle mostre più viste negli ultimi dieci anni in Italia, ha preso la parola ieri Andrea Arcai, assessore alla cultura del comune di Brescia. Innanzitutto Arcai ringrazia pubblicamente Goldin per il lavoro, ben svolto e apprezzato da tutti, che negli ultimi anni ha portato a Brescia maree di gente coniugando la qualità della proposta e la "quantità" dei grandi numeri rendendo l’arte più accessibile al vasto pubblico. Qui però Arcai si sofferma per una riflessione: se è innegabile l’afflusso di pubblico è però meno positivo l’indotto turistico e commerciale che le frotte di turisti mordi-e-fuggi hanno apportato: la maggior parte dei visitatori delle mostre arrivava in città con i pullman, visitava la mostra di turno e se ne ripartiva appena uscita da Santa Giulia. Non di poco conto anche l’impatto economico che la Loggia ha dovuto sostenere negli anni di Goldin: più di quindici milioni di euro, e ancora manca una mostra (Van Gogh – Disegni e dipinti, 18 ottobre 2008-25 gennaio 2009). E questa somma non apporterà alcun vantaggio culturale duraturo alla città. La nuova amministrazione dice Arcai che punterà invece alla valorizzazione in primo luogo del patrimonio bresciano: arte, musei cittadini (Santa Giulia, spesso svuotata per far posto alle mostre-evento, la Pinacoteca Tosio Martinengo con i suoi depositi pieni di opere straordinarie, e via dicendo), teatri, sempre più abbandonati a se stessi. Di estrema importanza per Arcai anche il progetto di inserimento del sito "Italia Langobardorum" di Brescia nella lista del patrimonio mondiale Unesco.

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