Del Bono critico

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    Il giorno dopo la sigla sul Patto per la sicurezza in Salone Vanvitelliano tiene banco la polemica innestata dal capogruppo del Pd in Consiglio comunale.
    «Nel Patto per la sicurezza non c’è nulla di concreto per Brescia. È stata solo una operazione di immagine. Ho assistito con una certa fiducia lunedì 28 luglio alla firma del “Patto per Brescia sicura” tra il sindaco, il prefetto e il ministro degli Interni – commenta Del Bono -. Pensavo di poter leggere nel “Patto” e ascoltare dalle parole del Ministro un impegno concreto. Questo avrebbe significato un fatto importante e condivisibile: una accresciuta presenza dello Stato a Brescia, ma così non è stato. Non una parola è scritta, ne è stata detta su quando e quanti agenti di Polizia di Stato arriveranno in più nella nostra città (dopo i trenta arrivati un anno e mezzo fa grazie al ministro Amato). Poiché è chiaro a tutti che Brescia ha significativi vuoti di organico soprattutto nella Polizia stradale, Ferroviaria e Postale». Prosegue il capogruppo del Pd, «nulla si è detto e scritto sulla esigenza di incrementare il personale civile e amministrativo della Prefettura e della Questura, necessario per far fronte alla grande mole di lavoro per il rinnovo dei permessi di soggiorno, senza utilizzare agenti di Polizia di Stato, per nulla è stato affrontato il tema della enorme carenza di magistrati e personale amministrativo negli uffici giudiziari, senza affrontare il quale non potrà essere garantita celere ed efficace legalità e giustizia. non è stato nemmeno sfiorato il tema dei tempi entro i quali lo Stato ci garantirà la consegna del Palazzo di Giustizia e la realizzazione di un nuovo carcere che sostituisca il sovraffollato e inadeguato Canton Mombello».
    «Io credo che tale enfasi, tutta mediatica, debba essere rimandata a quando questi traguardi saranno raggiunti Tutta la comunità bresciana non deve accontentarsi di generici e vaghi impegni come quelli contenuti in un documento debole che ricalca quelli del passato (con governi di destra e sinistra). Occorre davvero una forte ed efficace unità di intenti alla quale il Partito Democratico non farà mancare il suo contributo. Brescia, città e Provincia, continuano, ormai da decenni e con governi di diverso colore politico, purtroppo, a essere considerate realtà marginali e periferiche dallo Stato».

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