Occupato l’Arnaldo

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    C’era attesa per sapere se gli istituti cittadini avrebbero continuato o meno le proteste della scorsa settimana contro la riforma del Ministro della Pubblica Istruzione. Ebbene: non si lascia, anzi si raddoppia. Da ieri il Liceo Classico Arnaldo è in occupazione. Già alle ore 8 gli studenti si sono ritrovati in assemblea e dopo una sorta di requisitoria da parte dei rappresentanti di istituto la votazione "democratica" sull’inizio o meno dell’occupazione. La maggioranza ha optato per il si. Niente lezioni dunque, tranno che per un centinaio di ragazzi che hanno preferito entrare in classe. Per tutti gli altri le attività tipiche delle giornate a scuola senza professori: partite a carte, riunioni-fiume, film e musica. I rappresentanti degli studenti dicono che per i prossimi giorni sono in preparazione attività meno ludiche come corsi dove verrà spiegata la crisi finanziaria attuale o lezioni dove illustrare nel dettaglio la "riforma" contro la quale si protesta e si occupa. Già perchè l’occupazione non sarebbe tale senza che gli studenti rimangano a scuola per la notte. 17 studenti dell’Arnaldo ieri si sono organizzati con sacchi a pelo e coperte ed hanno dormito nelle aule per la prima notte. Nelle intenzioni dei rappresentanti di istituto l’occupazione dovrebbe proseguire almeno sino a sabato. Ogni giorno comunque durante un’assemblea tutti gli studenti saranno chiamati a votare per il proseguimento o l’interruzione.
    Per ora negli altri istituti superiori cittadini tutto tace; solo nel liceo socio-psico-pedagogico del Gambara si ventila l’ipotesi di imitare i colleghi dell’Arnaldo.

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    1. La riforma Gelmini è solo una delle ragioni di una protesta che prende di mira la precarietà. Se i trenta- quarantenni sono stati zitti. Noi no. Non vogliamo fare la vostra fine: laurea in tasca, nessun diritto e 600 euro di stipendio in call center.

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