Chiuso un locale in città

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    Capriccio: questo il nome del locale chiuso dalle forze dell’ordine. Un "disco pub" con annesso privè dove signorine discinte intrattenevano i clienti appartati. In realtà aveva ben poco del disco pub, a parte un pò di musica ad alto volume e le luci colorate, più che altro di rosso. Il locale chiuso è situato in via Veneto, nei pressi della scuola di polizia Polgai. E sono stati proprio gli agenti che dall’edificio notavano un via-vai sospetto di uomini fino a ore tarde della notte. Dopo alcuni giorni di indagini un agente in borghese si è finto semplice avventore del locale. Una volta entrato è stato avvicinato da una "ballerina" che senza tanti giri di parole ha offerto prestazioni sessuali in cambio di denaro. L’agente ha dato il via e i suoi colleghi sono entrati nel locale per la perquisizione. Dieci le ragazze controllate, nove sudamericane ed una rumena. Tutte in regola con il permesso di soggiorno ma prive di contratto di lavoro. Nessuna di loro è finita in carcere dove invece sono stati spediti il gestore del locale, Pantalone D’Auria, 50 anni originario di Ravello, comune della costiera amalfitana, e suo fratello Antonio di 37 anni. Sfruttamento della prostituzione l’accusa per i due. Il locale è ora sotto sequestro.
    Au.Bi.

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    1. Perspicaci i nostri poliziotti, avevano un bordello sotto il naso e non s’erano mai accorti! Li han dovuti adescare, bravi. E le ragazze poverine, non avevano un regolare contratto di lavoro. Ma, esiste un contratto di lavoro regolarmente sottoscritto dai sindacati per la professione di prostituta? Chissà. Il vice sindaco Rolfi è al corrente della cosa?

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