Suicida prima del processo

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    E’ trascorso un anno. 12 mesi dal gesto che lo scorso 2 dicembre ha interrotto la vita della moglie. Un anno di dolore e pentimento, un anno a ricordare la follia che lo ha spinto ad uccidere la propria moglie, strangolata con le sue mani. Ieri mattina il dolore, il pentimento e forse la paura di affrontare il processo hanno avuto la meglio sulla voglia di vivere e Angelo Andreis si è tolto la vita. Il figlio Ferdinando, 27 anni, l’ha trovato in cantina, vestito di tutto punto, appeso a una trave con al collo una corda di nylon. Angelo Andreis dopo l’omicidio della moglie Evelina Conti è stato in carcere per alcuni mesi poi, lo scorso 16 giugno, il giudice Eliana Genovese gli ha concesso i domiciliari ed ha potuto fare ritorno nell’abitazione di via Barco 12 a Gussago, dove si era consumata la tragedia della moglie e dove ancora viveva il figlio. Ancora non sono chiarissime le motivazioni che spinsero l’uomo a strangolare la moglie. E’ certo che lei volesse andarsene di casa, aveva già preso contatti con un avvocato civilista. Alcuni problemi in casa si riscontravano; la notte del fattaccio Angelo dice che la moglie si era svegliata più volte accusandolo di cose non vere. Di mattina presto l’uomo aveva chiamato il figlio dicendogli che aveva ucciso la mamma. Il figlio chiamò immediatamente i soccorsi: Evelina, in fin di vita, venne portata in ospedale. Due giorni dopo la mortte. Con il suicidio di ieri molti particolari non verranno mai alla luce.
    Au.Bi.

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