Da quattro anni senza identità

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    Ha trovato la morte nel febbraio di 4 anni fa, nella campagna di Gussago in zona Mandolossa. Il suo corpo senza vita fu ritrovato nei campi coperti di neve proprio come in questi freddi giorni di inizio anno. Poche le cose che si sanno di lei: 23enne, Evelyn il nome col quale si faceva chiamare dai clienti che la avvicinavano a bordo strada, nazionalità molto probabilmente nigeriana, situato a Sant’Eufemia l’appartamento che divideva con altre colleghe di marciapiede. Tutto qui. Se avesse voluto cancellare la sua vera identità non avrebbe ottenuto tanto successo, invece il caso vuole che il suo corpo sia da quattro anni in una cella frigorifera nell’obitorio dell’Ospedale Civile. Nessuna denuncia di scomparsa, nè dall’Italia nè tantomeno dal suo paese d’origine. Non si conosce la sua identità ma ormai ogni dettaglio del suo assassinio è stato chiarito: Francesco Polito di Pompiano, Andrea Brescia e Stefano Vanoschi di Soncino le hanno tolto la vita durante una stupida rapina finita male. Tre criminali improvvisati che si pentiranno per tutta la vita di una bravata mostruosa che ha portato al soffocamento della ragazza con una cintura legatale al collo. Ora i tre stanno pagando: Polito nel carcere milanese di Opera (pena di 16 anni), Brescia e Vanoschi a Verziano (pena di 14 anni ciascuno). Stanno pagando i loro errori rimettendoci anni della loro vita, Evelyn sta pagando la sua pena di prostituta nigeriana anche da morta, senza nemmeno il lusso di un una giusta sepoltura. Senza nemmeno un nome, "bocca di rosa" qualsiasi, come tante altre magistralmente raccontate da quel cantautore di cui in questi giorni ricorre il decennale della scomparsa.
    a.c.

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