La cattiveria come categoria politica

    0

    Il Nord è diventato la pancia del Paese da dove sgorga e viene sapientemente fomentata una cattiveria che ha assunto la dignità di categoria politica.

    Con le misure contenute nel pacchetto sicurezza approvato oggi dal Senato diventa legge lo sfregio dei diritti universali della persona. Ronde, censimento dei senza dimora, tasse su un sistema di permessi che tra l’altro poco funziona, ma soprattutto quell’odiosa norma che fa dei medici spie, conduce l’ Italia verso l’odio. A prescindere dall’effettiva applicazione, i rappresentanti dei camici bianchi hanno già ribadito la loro contrarietà e la ferma volontà di non osservare la nuova regola, la tenacia con la quale il Governo tira dritto cela la pericolosa debolezza dei moderati e la cattiveria di una destra xenofoba pronta a tutto pur di accaparrare voti. Sono anni che all’”insegna di tolleranza zero” sindaci leghisti inventano ordinanze puntigliose pur di colpire gli immigrati per accarezzare un elettorato che alla seria gestione dei problemi preferisce gli slogan. In poco meno di un anno dagli slogan si è passati a norme di stampo razzista ch, invece, avranno degli effetti tremendi.

    Lo sconcerto non investe le politiche leghiste, ma l’assenso pedissequo degli altri partiti che hanno tradizioni culturali ben diverse e rappresentanti con carature di stampo democratico. Ecco proprio questi ultimi si stanno rendendo responsabili dello scempio della civiltà del diritto in Italia. E’ grave.

    I partiti moderati del Governo barattano la tenuta dello stesso e si turano il naso di fronte a norme che portano la società sull’orlo del conflitto sociale. Anche Brescia assiste al medesimo imbarazzo e la vicenda del bonus bebè trova amministratori cattolici inermi di fronte alle pressioni di un partito che anche dopo avere incassato una sconfitta dal parte della magistratura minaccia l’eliminazione di tutti i servizi dedicati agli extracomunitari. Come definire tale rappresaglia, se non frutto di una cattiveria senza senso. Persino la Cgil di Marco Fenaroli cerca il dialogo con un sindaco espressione di tutti i bresciani e soprattutto di ben altra tradizione culturale rispetto ai colleghi leghisti.

    La stessa trappola inchioda An e Forza Italia a Roma. Ma i malumori  e i sussurri non servono più. Adesso è necessario un gesto di responsabilità da parte di chi non coltiva l’odio e la paura; da parte di chi non  intende chiudere gli occhi di fronte ai pericoli regalati da una legge ingiusta. Quando gli immigrati saranno costretti a vedere soffrire i propri figli senza potere confidare in una sanità accogliente  e anima non lo permetteranno per molto. E avranno ragione.

    La maggioranza dei clandestini,  i dati sono su tutti i quotidiani di oggi, si rivolge alle strutture ospedaliere soprattutto per i parti. Nella norma che prevede l’obbligo di denuncia da parte dei medici dei presidi pubblici non c’è traccia di pietà umana nemmeno per i deboli dei deboli. Trapela solo ideologia e cecità di fronte al pericolo di contagi che la sanità non sarà in grado di controllare.

    Ma la bandiera della “tolleranza zero” sarà issata e sventolerà sulle macerie culturali prodotte dal bulldozer leghista. Ecco perché non trovo parole diverse da una categoria morale quale la cattiveria per commentare l’alba dei prossimo drammatici anni. Eppure rimango convinta che si debba resistere con forza alla deriva di un Paese o di una città che appartengono a tutti.

    Federica Papetti

     

    Comments

    comments

    1 COMMENT

    1. Sono d’accordo con Federica. Sul piano di una militanza politica credo che la linea di comportamento per chi ha a cuore la civile convivenza nella nostra città, dovrebbe essere quella di isolare in ogni modo la politica leghista.I partiti di opposizione dovrebbero escludere a priori ogni atteggiamento di compromissoria convenienza con la Lega, non solo, ma incalzare i partiti di maggioranza a rompere il loro destino di subalternità con la politica leghista. Ogni autorità morale e culturale dalla Chiesa ai giornali ha, secondo me, il dovere di isolare la lega e contrastare l’imbarbarimento della società bresciana fomentato dai leghisti.

    2. Credo purtroppo che sia inutile appellarsi alla parte moderata del Governo, interessata più a tenersi stretta la seggiolina che non a difendere e tutelare i diritti di TUTTI i cittadini. Il caso Englaro ne è un chiaro esempio: il Governo, convinto del consenso della maggioranza del Paese, continua per la sua strada infischiandosene addirittura delle Norme e della Costituzione. E’ il Paese che deve trovare il coraggio di esprimersi e dimostrare il proprio dissenso, dando torto a chi crede che per governare bastino i sondaggi.

    3. Il ministro Maroni ha dichiarato che bisogna essere cattivi con i clandestini. Ha detto proprio cattivi non "severi e giusti".
      Del resto il lungo l’elenco dell’editoriale ci parla di cattiverie deliberate, legiferate o proposte.
      Il nostro dovere, in questo momento in cui il vento è freddo e raggela le coscienze, è quello di rispondere colpo su colpo ad ogni delibera ad ogni legge ad ogni annuncio. Rispondere non solo criticando le norme avanzate, ma proponendo il nostro modo di governare. Perchè il nostro modo di governare, anche se troppe volte intorbidito da interessi personali, è quello della convivenza civile, della mediazione politica, del punto d’incontro che crea equilibrio. Un modo di governare che aiuta tutti, rende più ricca la società, riduce i conflitti. In poche parole che ci fa vivere meglio. Se riuscirema a rimadare il messaggio che si vive meglio laddove la politica svolge il faticosissimo e noioso ruolo di mediazione e non alimenta le paure e i contrasti, allora la maggioranza dei cittadini tornerà a sostenere le forze liberali, democratiche e socialiste che a questi valori fanno riferimento.

    4. Le dichiarazioni di Berlusconi fatte davanti alle telecamere venerdì e sabato danno ragione ad Alessandra. Il caso Englaro che andrebbe trattato con la discrezione e la pietà che la poveretta e la sua famiglia meriterebbero, è diventato il pretesto per un attacco eversivo al Capo dello Stato e alla Costituzione, infine alla nostra fragile democrazia. Dopo le dichiarazioni di Berlusconi non si sono più spazi di mediazione. Dunque: "Rompiamo il silenzio".

    5. Dice,giustamente, FEDERICA PAPETTI: Lo sconcerto non investe le politiche leghiste, ma l’assenso pedissequo degli altri partiti che hanno tradizioni culturali ben diverse e rappresentanti con carature di stampo democratico. Ecco proprio questi ultimi si stanno rendendo responsabili dello scempio della civiltà del diritto in Italia. E’ grave.;…………………………………………………………………….OHIBO’!….
      Sobbalzo sulla seggiola! Siamo d’accordo cara Federica!
      Chiedo,allora, a FEDERICA nostra, come mai si allineata al Giornale di Brescia, che attualmente censura tutto quello che non proviene da destra, censurando,anche LEI ,una mia lettera di qualche giorno fa sulla presunta "eversione" del TONINO; lettera,vabbè un pò dura ma politicamente molto chiara et limpida. Bisogna forse mandare solo lettere sulle buche che ci sono in strada? Oggi è chiaro a tutti che l’eversore vero è qualcun altro.Ci si chiede,comunque: ma Napolitano non poteva puntualizzare un poco prima senza dar impressione di essere in pugno a Berlusconi&Bossi?

      In allegato:——————————————————————————————————————————

      IL <CUPIO DISSOLVI> CHE FA SPAZIO AD ANTONIO DI PIETRO

      Leggendo resoconti e cronache sui giornali di casa nostra riguardanti la figura e l’attività politica dell’On. Antonio Di Pietro non si può fare a meno di rimanere sconcertati e sorpresi dalle taglienti considerazioni esternate; messe in atto, poi, nel momento giusto,vista la gragnuola di polemiche e rampogne sul capo del Presidente dell’IDV, proveniente dalla società politica italiana, schierata in linea a mò di fucilazione. Si parla, a proposito di quanto accaduto a Piazza Farnese,a Roma, del “cattivo costume,purtroppo invalso in politica, di rivolgersi con epiteti offensivi”.Probabilmente ci si riferisce al cattivo costume generale in cui si ritrova il Paese non al comportamento specifico di Di Pietro perché, a Piazza Farnese, non c’è stato nessuna offesa al presidente Napolitano. La maggior parte della critica che pontifica contro Di Pietro non ha ascoltato, in modo diretto, il suo discorso, né visionato alcuna registrazione audio o video, ma affidandosi al “sentito dire televisivo” ha trasformato in verità assoluta quel terribile gossip mediatico che non si rifà mai ad una fonte documentale ben determinata. Ascoltando la registrazione del discorso,si osserva che non esiste alcunché di eversivo nel disagio espresso, pesando ogni parola “coram populo”, alla massima carica dello Stato. A Di Pietro,d’altronde,non possono essere attribuite battute e lazzi pseudo spettacolari di altri personaggi che liberamente hanno aderito alla manifestazione e che dovrebbero, eventualmente, rispondere,singolarmente, del loro comportameno. Certo, molte considerazioni che viaggiano nel web o sulla carta stampata sono in linea con l’eterno tentativo di piena restaurazione e giustificazione di ciò che è stata la Prima Repubblica. Oggi Di Pietro viene, sistematicamente, messo in croce così come tutto il suo movimento. Lo si vuole eversore ed è,invece, difensore della Costituzione Repubblicana; lo si vuole populista e forcaiolo ed,invece,risulta alfiere di ogni garanzia civica e democratica; lo si ritiene distruttore ed inconcludente ma come Ministro ha dimostrato spirito pragmaticamete votato a far in modo che il suo ministero fosse destinato a colmare le lacune pregresse in atto oltre che a promuovere nuova progettualità sui territori. Ad un certo punto, c’è anche chi si ritrova a sparare, anche in tutto il mucchio che non sta nella maggioranza berlusconiana, parlando di biglietto della fortuna offerto a Di Pietro a suo tempo per imporlo parlamentare della Toscana rossa. Un semplice “salvacondotto del momento”,con una Italia piena di personaggi che hanno goduto indecorosamente di una stagione di gloria parlamentare arrivata per caso e andatasene per incapacità manifesta, che è sì atto casuale ma produttivo solo per chi possiede tanto talento da presentarglisi, ogni giorno, almeno una occasione nuova sul percorso intrapreso;nel suo caso la strada maestra porta al rispetto integrale di quella legalità che costituisce il suo programma politico. Infine, a proposito della Sinistra che si è dissolta,lasciando spazio al partito dipietrista, si riesce a tirare in ballo popodimenochè il “cupio dissolvi” .La citazione lasciata in quel modo non è facilmente comprensibile. Assodato che essa fa parte di una lettera di S.Paolo ai Filippesi ( "Sono messo alle strette tra due scelte: il desiderio di morire (cupio dissolvi) ed essere con Cristo…,” ) risulta chiaro il fatto che,nel momento politico attuale,all’opposizione, un tempo variegata per idee e posture varie,oggi c’è solo Antonio Di Pietro perché un po’ tutti, sconfitti,a torto o a ragione, al loro interno ed all’esterno, hanno preferito dissolversi piuttosto che continuare una giusta,democratica ed “ufficiale” battaglia.

      Prof.Luigi Cerritelli
      Bresciacivile.blogspots.com
      Aderente all’Italia dei Valori

    6. Chi glielo spiega a Cerritelli che se non gli pubblicano una lettera non è per forza censura ma magari semplicemente la sua lettera era inutile, insensata, sgrammaticata o prolissa? Chi più ne ha più ne metta.

      Comunque chiedo alla direttrice di cancellare il messaggio di Cerritelli: su internet non si possono leggere certe pappardelle di 150 righe! Non è l’enciclopedia britannica! Messaggi così lunghi nei commenti sono scorretti nei confronti degli altri utenti che utilizzano il sito!

    7. Egr. sig. Cerritelli

      ritengo di dovere intervenire per ribadire che l’utilizzo dello spazio dei commenti è lasciato alla saggia discrezione dei visitatori del sito. Quanto alle lettere sarà mia cura valutarne l’interesse e l’opportnità della pubblicazione, esattamente come avviene su tutti i media. Colgo anche l’occasione per ringraziarla dei suoi interventi che suscitano un interessante dibattito per tutti i nostri lettori.

    8. Egregio Direttore,mi scuso con Lei e accetto le Sue osservazioni;farò in modo di seguire l’indicazione che mi ha così getilmente espresso.Ringrazio,poi,FELPS per la sua infastidita attenzione;avrei gradito,però, che si firmasse,come si usa tra gente civile che non ha problem a dire quello che pensa.Cosi come si presenta l’intervento potrebbe anche essere stato fatto da me stesso. O sbaglio?

    9. Cerrutelli, lei non ha capito che siamo su internet: qui non serve per forza mettere nome e cognome sperando magari di raccattare qualche voto…..

    10. La nostra costituzione "materiale" ossia quella che rappresenta il vero assetto che intercorre tra i poteri dello stato, sta assumendo sempre più la forma di un presidenzialismo o un premierato forte. La cosa è rilevata da molti commentatori, e comunque sia si tratta di una forma ben diversa da quella stabilita dalla nostra costituzione. In principio nulla di abominevole, purché il tutto restasse all’interno di una dialettica politica normale, e non mossa a colpi di cannonate e di vilipendi al Capo dello stato. La domanda che infatti ritengo inchiodi il Berlusca, sta quale sia la vera motivazione, è da cosa nasce la sua esigenza di riformare la Costituzione? Nel caso suo nasce dal desiderio di assecondare una pura esigenza di potere, che gli dia manolibera, e non dalla convinzione anche ideologica che siano cambiati i tempi e gli assetti tra gli attori che nel Paese determinano la politica, e che la costituzione debba tenerne conto intervenendo quindi con una manutenzione straordinaria.

    LEAVE A REPLY