Il testamento biologico

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    Abbiamo ricevuto dall’onorevole Paolo Corsini, eletto a Montecitorio nelle fila del Pd, un documento contenetente alcune riflessioni  che il politico bresciano ha condiviso con altri colleghi per contribuire alla redazione di una legge sul cosiddetto "testamento biologico". Non abbiamo voluto riassumere il testo, volutamente, perchè riteniamo che, in una materia così delicata, la complessità non possa essere umiliata nemmeno dalle regole della comunicazione.

    Sulla scia del "diritto mite" Paolo Corsini e i colleghi propongono un percorso che meriterebbe di essere approfondito per scongiurare il ripetersi della ferita che ha aperto nel Paese il drammatico caso di Eluana Englaro.

     Inviatimo, quindi, i nostri lettori a leggere il testo integrale aprendo il file allegato.

    Federica Papetti 

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    1. SONO il coordinatore bresciano della Associazione Luca Coscioni per la ricerca scientifica che nella propria mission dichiara, oltre ad altre cose, di "consentire autonomia e responsabilità individuale nelle scelte relative alla fine della vita, innanzitutto per abbattere il fenomeno dell’eutanasia clandestina attraverso il rispetto della volontà individuale liberamente e inequivocabilmente espressa, anche attraverso il riconoscimento delle direttive anticipate di trattamento e forme di regolamentazione dell’eutanasia sul modello olandese, belga, svizzero o secondo l’orientamento che sta assumendo anche il parlamento britannico.HO LETTO attentamente il lungo documento firmato dall’onorevole Corsini e da altri parlamentari dove emerge lo sforzo sincero di non condividere la posizione della loro collega Binetti favorevole ad una legge che oggi impedirebbe a Welby di fare quello che ha fatto.
      LE QUESTIONI sollevate dalla bioetica sono sempre più presenti nella nostra vita e tutti, per poter esercitare compiutamente il ruolo di cittadini, devono acquisire conoscenze anche specialistiche, ma suggerisco di utilizzare le enciclopedie gratuite presenti su web che, in linea con i tempi, forniscono moltissime informazioni chiare e accessibili.
      NON me ne voglia Corsini a cui comunque riconosco un sincero impegno nell’affrontare temi importanti.

    2. Non c’è più posto per l’indifferenza.Ha ragione Eugenio Scalfari,vecchi Barbapapà di questa scalcagnata Repubblica in odor di Bonapartismo.
      Corsini si allinea nell’apertura di un portone di bronzo,tornato,dopo centocinquantanni dalla sconfitta degli Zuavi di Pio IX, a farsi pesante ed ingombrante.
      Non c’è più posto per l’indifferenza.

    3. Visto che siamo in Europa rispettiamone le regole. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea protegge il diritto alla vita (art.2) e il diritto all’integrità della persona (art.3) nel titolo dedicato alla Dignità, che è anche il primo, fondamentale diritto della persona (art.1). All’integrità della persona, in ragione della dignità, è consustanziale il principio di autodeterminazione stabilito nel secondo comma dell’art. 2, secondo il quale “Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge, ecc.” Ancora una volta il principio non è limitato ai trattamenti terapeutici, ma riguarda la libera determinazione nel campo medico-biologico.”

    4. In Europa,visto che è stata chiamata in causa, la discussione si è sviluppata approfonditamente e senza chiacchiere alla italo-vaticana. La Convenzione di Oviedo, che l’Italia ha sottoscritto e di cui è stata approvata la legge di ratifica, dispone all’art 5, che “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”. La previsione non riguarda solo le terapie in senso stretto, ma ogni “intervento nel campo della salute”, espressione più ampia che può corrispondere a quella di “atto medico”, vale a dire qualsiasi atto che, anche a fine non terapeutico, determini un’invasione della sfera corporea.
      All’art 9 si prevede che “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”, ove se da un lato non si qualificano i “desideri” come vincolanti, dall’altro è evidente che il rispetto va dato non soltanto alle “dichiarazioni di volontà” (men che meno alle sole dichiarazioni solenni come l’atto pubblico) ma ad ogni espressione di preferenze comunque manifestata.

    5. L’EUROPA come comunque già ribadito nei post precedenti, ha già
      indicato la VIA MAESTRA. Il principio che consente il rifiuto di atti medici anche benefici è un’acquisizione consolidata della giurisprudenza europea, a valle di una evoluzione che risale alla fine dell’800; e più volte si è confermato che anche di fronte allo stato di necessità il libero, consapevole, lucido dissenso dev’essere rispettato. Un tale diritto di rifiutare le terapie, anche di sostegno vitale, non ha nulla a che fare con l’eutanasia, che consiste invece in una condotta direttamente intesa a procurare la morte. Egualmente ESTRANEO ALLA EUTANASA è il principio condiviso in bioetica e in biodiritto per cui l’interruzione delle cure, anche senza volontà espressa del paziente divenuto incapace, debba essere praticata non solo quando le cure sono sproporzionate (c.d. accanimento terapeutico) ma anche quando esse siano inutili o abbiano il solo effetto del mantenimento in vita artificiale (cfr. l’art. L 1110-5, 2° comma, del Code de la santé publique, modificato dalla L. n. 2005-370 del 22 aprile 2005 “Relativa ai diritti del malato ed alla fine della vita”, e l’art. R 4127-37 del Code de la santé publique, modificato dal decreto n. 2006-120 del 6 febbraio 2006).

    6. Ora il Parlamento sta per approvare in tempi stretti una legge in materia di direttive anticipate (c.d. testamento biologico). A quanto è dato di conoscere, la maggioranza pare intenzionata ad una discussione rapida di un testo fortemente limitativo del fondamentale diritto all’intangibilità del corpo. La VERITA’,cari amici, è che, verso questo obiettivo, si procede a passi spediti, senza tener conto dei principi costituzionali di diritto interno e sovranazionale ed ignorando l’esigenza di rispetto di posizioni morali diverse.

    7. A ROMA è nuovamente battaglia. E’ stata una Piazza Farnese gremita di gente quella che ha ospitato la manifestazione organizzata da Micromega contro il ddl sul fine vita messo a punto dalla maggioranza. Una protesta a cui hanno aderito radicali, verdi, Rifondazione e Italia dei Valori.
      C’erano anche 21 preti che, in una posizione di dissenso dalle gerarchie ecclesiastiche, hanno deciso di aderire alla manifestazione. Chiedono,all’interno della chiesa,una riflessione che tenga conto dei cristiani «come fedeli ma anche come cittadini rispettosi della Costituzione» così come di mettere da parte «inutili crociate».

    8. Nelle ultime concitate settimane si sono verificate attorno al caso Englaro forzature istituzionali molto preoccupanti in sé e per sé, ma assolutamente inaccettabili quando si controverte di valori fondamentali della persona come il significato del diritto alla vita, la dignità dell’uomo, l’habeas corpus, il diritto all’autodeterminazione: temi che per rispetto delle radici stesse della convivenza civile in una società pluralistica richiedono di essere affrontati, in sede normativa, sulla base di approfondite e documentate conoscenze, di mediazione ed ascolto delle diverse posizioni etiche, e con procedure adatte a consentire la discussione, il confronto, la ricerca di un attento bilanciamento.Confidiamo che il legislatore italiano saprà e vorrà tenere in conto questi principi e adeguare ad essi la disciplina delle direttive anticipate, evitando di espropriare la persona del diritto elementare di accettare la morte che la malattia ha reso inevitabile, di combattere il male secondo le proprie misure e – se ritiene – praticando soltanto il lenimento della sofferenza, senza rimanere prigioniera, per volontà di legge, di meccanismi artificiali di prolungamento della vita biologica.

    9. Oggi Umberto Veronesi, Stefano Rodotà, Andrea Camilleri e Stefano Rodotà, Paolo Flores d’Arcais,si sono rivolti al segretario del Pd Dario Franceschini con toni duri,definendo "anticostituzionale e disumana" la proposta del governo ed "indistinguibile" dal disegno di legge della maggioranza la "mediazione" di Francesco Rutelli.
      Certo che,detto tra noi, la scelta dei democratici di lasciare "libertà di coscienza" ai parlamentari al momento del voto è,per lo meno, molto "originale" e fuorviante.

      Dice Veronesi,che mi sembra sveglio ed atteto nonostante l’età avanzata,cenrando l’eterno problema della laicità in Italia,: "Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibendo il culto ai protestanti valdesi e obbligand gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile lasciare i propri parlamentari liberi di "votare secondo coscienza"?
      Come si vede la democrazia italiana sta ingarbugliando le cose semplici ed i "rutellismi" sono all’avanguardia.OGGI "lu belle guaglione" Francesco,radicale,IERI, della prima ora è il ROLLING STONE della politica italiana: una pietra rotolante verso l’ultima spiaggia:il bagnasciuga del PdL.

    10. LA NOTIZIA-13.24 (27 Febbraio)
      Beppino Englaro, il padre di Eluana morta il 9 febbraio scorso dopo 17 anni di stato vegetativo, è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Udine, insieme ad altre 13 persone, a seguito di una denuncia per omicidio volontario,presentata dal Comitato "Verità e Vita" e non da "Scienza e Vita". L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto e riguarda anche l’ anestesista De Monte e 12 componenti dell’associazione "Per Eluana" che hanno applicato il protocollo per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna."E’ solo un’indagine,siamo assolutamente tranquilli",commenta il legale della famiglia Englaro.
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      LA NOTIZIA CHE INQUIETA- 14:03(7 Febbraio)
      Dice il Cardinale BARRAGAN: "C’è un comandamento, il quinto,che dice ‘non uccidere’. Chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro.Se Beppino Englaro ha ammazzato, allora è un omicida". Lo ha detto il cardinale Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute. "Non si può usare un linguaggio come quello del cardinale Barragan". Questo il commento del parroco di Paluzza,paese d’origine della famiglia Englaro,don Tarcisio Puntel. "Usare parole come’assassino’ e’omicida’ non è da cristiani. La verità va detta fino in fondo, ma in un rapporto dialogico", ha concluso.

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      Si torna ala polemica pubblica.Poveri noi!!

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