Pista bresciana per i killer di Mumbai

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    Lo scorso 26 novembre la città di Mumbai piombò nell’orrore del terrorismo: 165 morti in poche ore. I terroristi spararono indiscriminatamente sui gruppi di persone incontrate in alcuni grandi alberghi e luoghi di ritrovo, il Taj Mahal Hotel, l’Oberoi-Trident, la Nariman House, al Leopold Cafè e alla stazione. Dalla carneficina furono risparmiati solo i musulmani. Ora a distanza di tre mesi le indagini degli inquirenti indiani hanno portato a una scoperta che riguarda da vicino la nostra città: le schede per i cellulari dal prefisso austriaco utilizzate dai terroristi per rimanere in contatto durante la strage furono pagate da un bonifico bancario da 180 euro effettuato a Brescia. Ad effettuarlo il 25 novembre presso l’agenzia di trasferimento denaro Western Union di corso Garibaldi fu un immigrato pakistano che si fermò in città (in via Milano al numero 125) per almeno 20 giorni. Difficile risalire all’identità dell’uomo che ha fornito un documento falso intestato a Javaid Iqbal, nato in Pakistan il 31 dicembre 1962. Tra l’altro il vero Javaid Iqbal è stato arrestato a Barcellona e non sarebbe mai venuto a Brescia. Difficile, difficilissimo risalire alla vera identità dell’uomo.
    au.bi.

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    1. Brescia è un porto di mare.Non ci sorprende che ci sia qualcuno implicato esternamente nei casini dell’Oriete violento.La Lombardia accoglie tutti da anni:buoni e cattivi.Ed anche qualcuno più cattivo degli altri.Un ago in un pagliaio.

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