La protesta di Bettoni

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    Brescia ha risposto massicciamente alla protesta messa in atto da Confagricoltura e Cia. Dalla nostra città sono stati numerosi i trattori che si sono messi in strada verso Arcore, compreso quello guidato da Franco Bettoni, presidente bresciano e regionale di Confagricoltura. Non un semplice viaggio ad Arcore quello di Bettoni, una volta fuori dalla villa del premier sale in cattedra e guida la protesta con veemenza. Innanzitutto affermando che gli agricoltori scontenti non sono solo quelli di Confagricoltura e Cia ma anche quelli delle altre categorie di settore. I produttori che protestano secondo Bettoni sono quelli onesti che hanno pagato onestamente le multe e onestamente hanno fatto debiti per acquistare quote e ripartire: «Il decreto Zaia ci scontenta enormemente. E non scontenta solo noi. Tutti i presidenti delle Regioni italiane, nella conferenza Stato-Regioni, hanno clamorosamente bocciato il decreto. E’ un decreto che premia i furbi, ha profili di incostituzionalità, è ingiusto nei confronti degli allevatori e dei cittadini. In quindici anni, da quando c’è il sistema delle quote, lo Stato italiano, cioè tutti i cittadini italiani, ha dovuto pagare 3 miliardi di multe. Lo Stato non è riuscito a recuperare le multe di chi ha splafonato in maniera indecorosa e ingiusta e da solo totalizza l’80% delle multe. Dei 17mila multati, 16 mila hanno splafonato in maniera fisiologica e hanno pagato rateizzando, in base alla legge 119 che è una buona legge. Gli altri mille, i grandi splafonatori, non hanno pagato e continueranno a non pagare».
    Bettoni parla e gli agricoltori applaudono. A tarda serata tutti i trattori rientrano nelle cascine bresciane, con la promessa ottenuta di un incontro romano col ministro e Gianni Letta. Per una notte si dormirà un pò più fiduciosi.

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    1. L’on.PIFFARI dell ‘IDV ci posta un chiaro comunicato sulla questione QUOTE LATTE che esprime le posizioni dell’IDV e che giro ad uso commento,al Redazionale di BS News.———————————Quasi 30000 agricoltori hanno fatto sacrifici per rispettare le leggi e in questo momento vengono gabbati dal ministro leghista perché la Comunità europea sta assegnando a tutti gli agricoltori italiani (compresi i furbetti) un ulteriore 5% di quote latte. Di fatto, con questo decreto, viene ancora una volta e ‘in via esclusiva’ riassegnato ai furbetti l’incremento previsto dalla Comunità europea”. “Non dimentichiamo che tutte le regioni hanno già dichiarato la loro contrarietà al decreto. I furbetti, in passato, hanno guadagnato facendo dumping fiscale, scavalcando le regioni stesse, mai coinvolte nelle modalità di ripartizione delle quote. L’Italia dei Valori" farà la sua parte per correggere questo ulteriore torto ai danni degli allevatori italiani”.

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