Caloroso saluto a Brescia

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    Giornata intensa quella di ieri per il nuovo vescovo di Bergamo Francesco Beschi, che nell’arco di poche ore ha voluto salutare e ringraziare la "Brescia civica" degli amministratori e dei politici e la "Brescia religiosa" riunita in cattedrale.

    Prima il passaggio in Loggia, il discorso pronunciato davanti a tanti personaggi pubblici a cominciare dal sindaco e dal presidente della Provincia, dalla presidente del consiglio comunale Simona Bordonali, e quello del consiglio provinciale Bruno Faustini, tanti membri delle giunte e delle opposizioni (tra cui Emilio Del Bono, Andrea Bonetti, Vigilio Bettinsoli, Carlo Fogliata) e un ministro, Mariastella Gelmini. Prima dello scambio dei doni le parole per l’amata città «È vero, ho amato questa città e ho imparato anche da voi ad amare questa città. Se potessi lasciarvi un compito, vi chiederei di continuare a insegnare e suscitare l’amore per la città: la casa delle donne e degli uomini, ordinata secondo la forma democratica, la città con la sua rappresentanza e il suo governo» e per i suoi abitanti «La regola più impegnativa è l’altro, l’altro che ti costringe ad alzare lo sguardo: lì c’è l’inizio della civiltà, della cittadinanza. Grazie a tutti voi, grazie a tutti quelli che mi hanno insegnato ad amare la città testimoniando questo amore».

    Poi è toccato alla cerimonia religiosa in Duomo Nuovo, alla presenza di sei vescovi "bresciani": Monari, Sanguineti, Foresti, Olmi, Capuzzi e Morandini, di moltissimi amici e dei familiari (il padre, pensionato ex capostazione ferroviario, il fratello, violinista che ha eseguito alcuni brani durante la messa). Nel discorso in cattedrale Beschi ha voluto soprattutto ringraziare, per ciò che ha ricevuto a Brescia in termini di esperienze, di fede e di contatti umani.

    Domenica prossima l’ingresso ufficiale nella Diocesi di Bergamo.
    a.c.

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    1. Mi dispiace che monsignor Francesco Beschi se ne vada perchè è stato un sacerdote presente nella comunità, colto, umile e saggio. Non son o particolarmente praticante, ma ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarne il lato umano e pastorale.

    2. Nel porgere un filiale saluto a Mons. Beschi spero che la sua generosa dedizione alla città, il suo esempio, non siano dimenticati, che la sua parola colta e profondamente amorevole verso tutti, non sia lasciata cadere e che il suo insegnamento continui ad essere praticato dalle autorità civili, anche dopo le ossequiose cerimonie ufficiali di saluto.

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