Nuove regole per quelle in centro

    0

    Dopo gli scontri dei mesi scorsi tra l’amministrazione comunale e alcuni manifestanti a cui si era voluto impedire l’accesso al centro storico arrivano ora nuove regole, più restrittive, per ottenere il permesso di protestare a Brescia.
    Ieri il viceprefetto Attilio Visconti ha presentato il documento durante una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui hanno assistito alcuni politici e diversi rappresentanti delle sezioni bresciane delle maggiori sigle sindacali. Di fatto le novità introdotte riguardano le zone dove sarà possibile manifestare (diverse di volta in volta, soptrattutto tese a salvaguardare l’accesso ai luoghi di culto ma anche zone nevralgiche per il traffico, per il turismo, per la cultura) e gli orari (saranno da evitare i giorni in cui ci sono ricorrenze particolari). Inserita anche una norma che impedisce la manifestazione nei pomeriggi prefestivi, quasi una regola ad hoc dopo le polemiche invernali per le proteste che avrebbero "turbato" lo shopping prenatalizio.
    Au.Bi.

    Comments

    comments

    1 COMMENT

    1. giusto ! Le manifestazioni devono essre fatte il lunedì mattina quando sono chiusi i parrucchieri e possibilmente nella zona Mandolossa, Fornaci e Stadio, anzi no, perchè quella zona è dei tifosi e solo loro possono disturbare la quiete pubblica. E poi nel centro storico il saboto bisogna celebrare la liturgia dello shopping collettivo, l’ultima rimasta con i funerali

    2. Le regole potrebbero risultar vane e non servire a niente se la situazione economica dovesse precipitare.Quello che succede in Francia,con la classe media, a tasche vuote e lavoro assente, a sequestrar managers liquidatori,e quello che sta accadendo nella City Londinese,con banche assaltate quasi a mani nude,è segnale chiaro,limpido, Recoaro.Osvaldo Squassina,mi dicevano alcuni comuni amici,sembra abbia affermato,in stazione,prendendo il treno per andare in Regione a Milano,che a Brescia sono 43000 (quarantatremila!!) i lavoratori a rischio di perdita del lavoro.Il numero mi spaventa come spaventa tutti quelli che hanno a cuore il bene comune.
      Allora,se questo fosse vero,le regole sulle manifestazioni farebbero ridere!! immaginate se tutta questa gente fosse effettivamente disperata ,in bolletta,senza lavoro;dove avverrebbe la protesta? in via Labirinto? ed il lunedì mattina?… E cosa farebbero le forze dell’ordine? sparerebbero sulla folla? Su! dai! non scherziamo.
      L’Italia è il paese delle regole virtuali.Basta metterle a protocollo.Il resto…è vita!

    LEAVE A REPLY