Scontro per il crocifisso

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Crocifisso
Crocifisso

La questione è arrivata in aula su proposta della Lega Nord, che con una mozione ha voluto richiamare attenzione sulla difesa e la tutela della nostra storia, iniziando proprio dall’esposizione del crocifisso quale simbolo che contraddistingue i valori delle popolazioni occidentali. Ieri al momento del voto per approvare la mozione, dopo un dibattito serrato durato parecchio, il Pd  ha abbandonato l’aula (Claudio Bragaglio: «L’imposizione del crocifisso non è rispettosa di ciò che rappresenta. La croce è il volto della povertà e della ribellione, si rivolge non a chi difende valori dell’Occidente ma a chi difende i valori dell’uomo»), Lista Castelletti («Lo Stato e le istituzioni devono essere laiche: la Costituzione e il tricolore sono il nostro simbolo») e Sinistra Arcobaleno hanno votato contro e tutti gli altri a favore. Il crocifisso verrà esposto in tutti gli uffici, in aula consiliare e in tutte le sedi istituzionali della Loggia.
a.c.

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  1. E’ vergognoso: il crocifisso non mi rappresenta e non è giusto che ogni volta che mi devo recare in un ufficio pubblico per sbrigare una qualsiasi pratica, mi venga imposta la sua presenza.
    E’ una profonda mancanza di rispetto per chi non è credente. Il crocifisso non è il simbolo che contraddistingue i valori delle popolazioni occidentali. Non diamo al crocifisso un significato che non ha e non deve avere!
    Il crocifisso è un simbolo prettamente religioso che nulla ha da spartire con le istituzioni di uno stato laico. E’ l’immagine di Dio che si fa uomo e assume su di sè il peso di tutti i peccati, sacrificando la propria vita per poi risorgere ed indicare agli uomini la via per il Regno dei Cieli: Regno che non ha nulla a che vedere con gli uffici comunali di Brescia.
    E’ inoltre ridicolo che ad imporre il crocifisso negli uffici pubblici sia proprio chi predica bene, ma razzola male; proprio chi vuole negare il bonus bebè a tutti, pur di non darlo agli stranieri. L’esatto contrario della scelta fatta dalle associazioni cattoliche bresciane come Acli, Anfn, Cisl, Fuci, Mcl, Pax Christi, Società San Vincenzo de Paoli, Ucid di Brescia che, raccogliendo l’invito del Vescovo, hanno proposto il Donum bebè per tutti i nuovi nati di Brescia, senza esclusione alcuna.

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