Torri di San Polo: se non si abbattessero?

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Le torri di San Polo
Le torri di San Polo
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Già il solo fatto che la maggioranza stia valutando ipotesi alternative all’abbattimento delle due torri di San Polo è una notizia clamorosa. Clamorosa perchè dopo tanto lavoro di tecnici e progettisti comunali la Loggia è riuscita, lo scorso 20 dicembre, a fare approvare in Regione il piano di abbattimento ottendo la promessa del finanziamento del bando. Clamorosa anche perchè soluzioni alternative all’abbattimento sono state a più riprese avanzate dall’opposizione senza risultati apprezzabili. Cosa ha portato all’apertura dell’assessore alla Casa Massimo Bianchini, che nella Commissione lavori Pubblici svoltasi ieri ha ammesso che sarebbe al vaglio anche l’ipotesi della vendita dei due palazzoni? Difficile capirlo, sta di fatto che ora i tempi sono alquanto risicati: entro il 6 giugno la Loggia deve presentare in Regione il progetto definitivo per il nuovo piano di quartiere, piano comprensivo degli studi per la realizzazione dei 125 nuovi appartamenti che andranno a sostituire quelli persi nell’abbattimento delle torri (prima la Tintoretto poi la Cimabue). L’Aler poi, proprietaria della prima torre che verrebbe abbattuta, avanza seri dubbi sul fatto che il comune possa vendere un immobile di tale valore (8-10 milioni di euro ogni torre) ai privati: la L.R. 27 lo impedirebbe. A parte le questioni legali: vi sarebbero privati intenzionati a sobbarcarsi tali costi per le torri? Magari l’assessore ha notizie che noi non abbiamo.
a.c.

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