Paroli un sindaco assente

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POLITICA A BRESCIA - Adriano Paroli (ex sindaco di Brescia) - diritti Andrea Tortelli
POLITICA A BRESCIA - Adriano Paroli (ex sindaco di Brescia) - diritti Andrea Tortelli
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E’ passato un anno dal 2 maggio 2008, giorno d’insediamento della Giunta Paroli, un anno in cui questa Giunta si è distinta per atti e scelte preoccupanti che hanno teso a dividere e non ad unire la  nostra comunità.
Scelte tanto più gravi perché in contrasto con la tradizione della nostra città che è stata sempre governata con spirito unitario e solidaristico.
Per tutte ricordo la più scellerata: il bonus bebè che discrimina tra bambini italiani e stranieri.
In particolare questa delibera ha trovato un contrasto diffuso, ampio e articolato nella società bresciana, per poi incontrare ripetute bocciature della magistratura italiana e del commissario alla Giustizia dell’Unione Europea Jacques Barrot (del partito di Sarkozy).
Sono state scelte che hanno schiacciato la Giunta sulle posizioni dell’estremismo leghista a tal punto che la si può definire, senza tema di essere smentiti, Giunta Rolfi/Paroli.Ma ad un anno dal suo insediamento, quello che voglio approfondire è il tema più politico che riguarda l’insistenza con la quale Paroli non si schioda da Roma.
Escludendo che lo voglia fare per poter percepire il compenso più alto che la carica di deputato gli garantisce, non capisco l’insistenza con la quale resta incollato allo scranno parlamentare se non con la volontà di essere defilato rispetto all’assunzione delle responsabilità per l’estremismo di certe scelte politiche che altrimenti ricadrebbero esclusivamente su di lui.
Del resto la sua presenza a Roma, a differenza di quanto sostenuto da Paroli per “giustificare” il mantenimento della doppia carica, non è servita per portare a casa risultati utili alla nostra città. Ciò, ad esempio, è dimostrato in tema di sicurezza dove l’accoppiata Rolfi/Paroli ha permesso che il Governo Berlusconi trasferisse i 35 poliziotti ottenuti dalla precedente Giunta Corsini.
La ridottissima presenza a Brescia del Sindaco danneggia la nostra città e forse è pure il motivo dello spostamento a destra delle scelte di Giunta perché, in sua assenza, è il vice sindaco leghista che occupa sia gli spazi mediatici che quelli politici.

Voglio ricordare i sindaci che la città di Brescia ha avuto prima di Rolfi/Paroli:
Guglielmo Ghislandi, Bruno Boni, Cesare Trebeschi, Pietro Padula, Gianni Boninsegna, Gianni Panella, Mino Martinazzoli e Paolo Corsini.
Tutti erano in grado di fare sia il sindaco che il parlamentare, eppure nessuno si sognò di svolgere contemporaneamente i due ruoli ed il motivo per cui non lo fecero è perché mettevano sopra ad ogni altro interesse quello per la nostra città.

E’ nell’interesse dei cittadini bresciani che Paroli rassegni le dimissioni da deputato per poter fare il Sindaco a tempo pieno ed in questo modo dimostrare come intende governare la città. Credo lo farebbe con meno estremismo dell’attuale “sindaco” Rolfi, ma in ogni caso, finalmente, i cittadini potrebbero giudicare la Giunta Paroli e non Rolfi/Paroli.

Giorgio De  Martin
Segretario cittadino del Partito Democratico

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UN COMMENTO

  1. Anche se non appartengo alla sua parte politica, devo dire che De Martin ha ragione. I cittadini che come me hanno votato centrodestra alle ultime elezioni, lo hanno fatto per dare a Paroli, e non a Rolfi, il ruolo di sindaco. La maggior presenza di Paroli a Brescia limiterebbe senz’altro le iniziative della lega, che certo è un alleato ma cede spesso a spinte demagociche, e darebbe quindi maggior continuità a quel buon governo moderato che la città ha sempre avuto e continua a meritarsi

  2. Andate a fare una passeggiata in Via San Faustino e rimpiangerete i tempi di Corsini………….anche la Bottega dei popoli ha chiuso e è arrivato un nuovo Kebab. E’ stata aperta una macelleria Halal.
    E in viale Stazione, la dove c’era una buona forneria con una simpatica italiana è stato aperto l’ennesimo kebab…………..
    evidentemente si urla e si stra-parla ma poi in concreto la città è sempre mal-governata. La Lega contesta la presenza degli stranieri ma non attua politiche per l’integrazione, peggiorando la situazione.
    Sveglia Brescia !

  3. Confesso di avere votato per Paroli anche perché mi era simpatico e mi piaceva come persona.Resto un po’ male quando lo accusano di essere assente e di non dedicare tutto il suo tempo alla città. Purtroppo però a chi guarda le tv locali l’accusa appare fondata, non si vede che quel malmostoso di Rolfi che tutti i giorni ci illustra un nuovo divieto per la felicità dei bresciani. Caro Paroli occupa il tuo posto di Sindaco su da bravo!

  4. Indipendentemente da quale sia la posizione politica in cui riconoscersi, mi pare opportuno rilevare che non è sicuramente un buon esempio offerto dalla politica l’accumulo di diverse cariche politiche,se non si riesce ad adempiervi nel modo migliore, soprattutto se una di queste riveste un carico di responsabilità così grande come quella di Sindaco. Oltretutto, in questo caso non fare ciò per cui si è stati eletti è anche una grande violazione del vincolo fiduciario con i propri elettori.

  5. Paroli è ostaggio del Carroccio e questa sua doppia identità,sindaco-onorevole, gli consente,giustificandolo ai suoi, di far credere a Rolfi e compagnia di essere i veri padroni del vapore.Il fatto è ..che lo sono veramente! e che hanno dato alla politica amministrativa cittadina un indirizzo fortemente lego-nordista con qualche spunto particolarmente aspro.Oggi,sembra,e dico sembra perchè alla certezza delle cose non crede più nessuno,che gli assessori del PdL siano scomparsi dalla circolazione per lasciar spazio alle scorrerie della Lega sul tutto ed il contrario del tutto.
    L’esimio Paroli,che sul piano personale ed umano non possiamo assolutamente discutere,per carita!,ha troppe incertezze procedurali che la dicono lunga sul suo agire da Rappresentante di tutta la Civitas bresciana;quella dedicata alla sua parte e quella contrapposta ai suoi programmi.
    Tra poco vedremo Comune e Provincia in mano completamente agli umori leghisti;con il bleneplacito di molti notabili,non sospetti!; quelli della cosidetta Società Civile; intellettuale e non.[l.cer.;www.bresciacivile.blogspot.com]

  6. Paroli non si dimette per tenere sotto ricatto la Lega: se tirano troppo la corda si può sempre dimettere da sindaco, vanificando la prima vittoria del centrodestra a Brescia.
    Si noti l’iperattività di Paroli il lunedì, con servizi in tv ce passano martedì o mercoledì, cosi sembra che sia a Brescia invece che a Roma. E il venerdì pomeriggio, che a volte vanno in onda la sera stessa, dando l’impressione di che sia sempre qui invece che alla Camera.

  7. Eh bravo Giulio che ha colto la capacità dei mezzi di informazione locale (specie quelli vicini alla finanza bianca) di adeguarsi al nuovo corso cittadino !
    Quanto al doppio-mandato,ricordo solo che il Grande Boni rifiutò più volte di fare il Deputato per dedicarsi alla Sua Brescia.
    Era un Saggio ! Dispiace che Paroli non capisca e rileghi tutto a polemica politica.

  8. Non solo il "Sindaco per sempre" Boni, ma anche tutti gli altri non hanno mai accumulato le cariche, Enzo! Qualcuno, come Corsini ad oggi, è stato in parlamento ma mai in contemporanea con l’incarico in Loggia… Solo Paroli fa così!

  9. Sai…. citavo il Sindaco Boni perchè forse da quell’orecchio Paroli ci sente. In ogni caso Brescia ha bisogno di un Sindaco 7 giorni su 7. Sarebbe stato più saggio candidare direttamente Rolfi e non una contro-figura.
    Credo che il problema sia un gioco di correnti interne al PDL : se Paroli si ritira entra uno di AN, o uno che non è dell’orbita di Comunione & Liberazione. Ma il PDL non era nato per rinnegare il Vecchio modo di fare politica. Forse. AL momento è più Vecchio dei Vecchi Saggi della politica.

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