A2A: la lezione di politica di Del Bono

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Sindaco Emilio Del Bono
Emilio Del Bono
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Il primo tempo della nuova partita su a2a sta terminando con la nomina del nuovo consiglio di sorveglianza.

 

Ritengo di poter affermare che gli amministratori di Brescia non hanno operato per mettere al primo posto l’interesse dell’azienda, ma si sono mossi per cambiare in toto la il consiglio di sorveglianza nominato dalla precedente Giunta per piazzarvi uomini legati ai partiti della maggioranza.

 

All’epoca delle nomine volute dalla precedente Giunta di centro sinistra, insieme a tre amici, criticai pubblicamente con una lettera ai giornali l’impostazione che stava alla base di quella scelta.  Una delle critiche si riferiva alla necessità di mettere l’azienda al riparo degli umori della politica perché le aziende necessitano di stabilità direzionale.

Credo quindi di avere tutte le carte in regola per dire la mia senza essere accusato di utilizzare due metri e due misure.

 

Se ieri avanzavo critiche severe, oggi affermo che la deriva partitocratica ha fatto un ulteriore pessimo passo avanti.

 

La Giunta non si è preoccupata di valorizzare l’azienda e stabilizzarla, ma al contrario ha fatto scelte che nessun proprietario di un’azienda farebbe e nessun proprietario lo farebbe perché se l’azienda va male ne viene economicamente danneggiato in maniera diretta.

 

Ha deciso di mandare a casa un intero consiglio di sorveglianza che, dopo un inevitabile periodo di “prova”, aveva acquisito quell’esperienza che in ogni campo ha bisogno di tempo per poter permettere di conoscere al meglio i meccanismi aziendali. In pratica la Giunta ha mandato a casa  persone chi si erano fatte un ottima esperienza e verso le quali vi era un diffuso apprezzamento.

Ha deciso di sottoporre il Comune di Brescia al rischio di dover affrontare uno scontro giudiziario che potrebbe tradursi in pesanti costi che pagheremmo tutti noi.

Ha deciso di compiere una scorrettezza istituzionale perché ha scelto senza consultare il Comune di Bergamo che è azionista di a2a.

Ha deciso di revocare i consiglieri firmandone l’atto insieme al Sindaco di Milano. In questo modo ha ulteriormente umiliato quella brescianità di cui a chiacchiere i nostri amministratori menano vanto.

 

In estrema sintesi la giunta Paroli ha deciso di operare nel peggiore dei modi: si è completamente disinteressata dell’azienda, il tutto solo per accontentare appetiti partitici.

 

E’ un peccato per a2a, è un peccato per la politica.

Una politica sempre più interessata alle vicende interne dei partiti e non a quelle dell’interesse collettivo si allontana sempre più dai cittadini e guarda sempre meno all’interesse collettivo. In questo modo, inevitabilmente, smarrisce il suo ruolo di collante e di mediatore sociale.

Un modo di agire che indebolisce il sistema politico e regala sempre più cittadini all’antipolitica.

Ma forse è proprio questo l’approccio di gran parte della destra italiana, da un lato accrescere in tutti i modi il fastidio verso la politica per poi utilizzare i palchi televisivi in campagne demagogiche che esaltano l’antipolitica e così raccoglierne pure il consenso elettorale che essa produce.

 

A tutto ciò ha fatto da contro canto il comportamento di Emilio Del Bono che scegliendo di rimanere capogruppo in Loggia ha offerto una lezione personale e politica a cui si è sempre meno abituati.

 

Giorgio De  Martin

Segretario cittadino del Partito Democratico

 

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UN COMMENTO

  1. Come già per il suo intervento precedente, anche stavolta mi sento stimolato a intervenire perchè, pur ribadendo di aver votato per Paroli e di continuare ad accordare a lui il mio consenso, questo De Martin comincia a piacermi: mi sembra uno che sta al merito delle cose. E siccome a me interessa la sostanza, mi viene da fare un paio di considerazioni. La prima è che si dovrebbe riconoscere alla attuale giunta, democraticamente eletta, il diritto di fare la scelta che ha fatto ed eventualmente riservarsi di eccepire sulla sua reale corrispondenza all’interesse generale, nel merito effettivo però. Da questo punto di vista mi sembra debole l’argomento sull’esperienza maturata dal gruppo di persone precedentemente indicato, perchè la vera questione è la sua adeguatezza, tanto più se quelle persone sono state scelte per interessi politici, come in fondo- cosa di cui gli va dato merito- riconosce De Martin ricordando della lettera sua e dei suoi amici.Avanzo invece con qualche amarezza la considerazione sul fatto che ci si trova ad esaltare comportamenti virtuosi, come quello di Del Bono, che dovrebbero invece appartenere alla normalità.

  2. E’ un dato di fatto che si è tolto di mezzo Renzo Capra, che da anni guidava Asm, un’azienda che ha fatto notevoli utili, per lasciare i dirigenti milanesi che hanno creato un’azienda nota solo per i debiti, che sono inquisiti per le truffe sui contatori ai danni dei cittadini e che hanno società partecipate sull’orlo del fallimento. Se è questo che vuole anche per Brescia, grazie Paroli.

  3. Col senno di poi (la crisi mondiale 2008) ASM avrebbe potuto inghiottire AEM come FIAT la CHRYSLER, a costo zero.
    E’ stata comunque disastrosa l’operazione di incorporazione (chiamata impropriamente fusione) siglata in assemblea nel novembre 2007 e quelli che l’hanno "voluta e imposta", politici e tecnici, è bene che se ne vadano a casa tutti perchè i risultati non ci sono stati e la situazione peggiora continuamente.
    Ma anche chi, come il Pdl bresciano che si astenne e la Lega bresciana che votò contro l’operazione non possono cavarsela con la sostituzione di membri più fidati e omogenei e non dire nulla sullo stato dell’azienda, sulle tariffe salate, sul fatto che si erogano utili in perdiodo di crisi: tacendo confermano e siglano detta disgraziata operazione sperando che la nottata passi.
    Ma non sarà così perchè l’azienda non ha un vero progetto strategico e vive alla giornata: l’esempio più lampante è quello di distribuire ai Comuni grossi di riferimento 83 milioni di euro di dividendi, come nel 2008, con però il capitale in borsa dimezzato e ricorrendo alle riserve ed alle dismissioni cosidette non strategiche.
    Accontentare le Amministrazioni di Brescia e di Milano e, un poco anche di Bergamo, con utili ingiustificati dalla crisi e dalla condizione non buona dell’azienda, è una pratica poco sana che denota la totale dipendenza dalla politica: ASM era viceversa eccessivamente invadente e riusciva anche ad avere molti consiglieri comunali "fedeli" di vari schieramenti come insegnava Mattei con l’ENI.
    Bene De Martin, almeno tu qualcosa dici e dai speranza a chi attende una posizione articolata e chiara sul patrimonio dei bresciani che rischia di sciogliersi al sole.
    Sulla rinuncia di Del Bono: non poteva certo andare a controllare il Comitato di Gestione e in particolare i lauti guadagni dell’amico vice presidente Morgano per cui il "il silenzio è d’oro"!!

  4. Condivido con spirito bipartisan l’invito a stare sulle cose e sul merito e allora chiedo a Davide:sicuri che la scelta degli uomini operata da Paroli risponda all’interesse generale e non serva piccoli interessi partitici? Per carità, sarà pure legittima dal punto di vista politico e non lo discuto, ma a me non sembra equilibrata. E questo era il nocciolo del discorso di De Martin, che trovo fondato. Non vedo poi che male ci sia a sottolineare comportamenti onesti e disinteressati, che purtroppo sono poco frequenti nella politica italiana.

  5. Condivido quanto detto detto dal mio omonimo nel finale del suo commento; Del Bono non ha fatto altro che quello che gli han chiesto gli elettori e quello che lui stesso aveva, si suppone ponderatamente, scelto allorquando si candidò alla carica di sindaco.

  6. Senza dimenticare gli errori commessi nel passato, condivido quanto scritto dal buon De Martin, di cui apprezzo l’onesta intellettuale.
    Anche io penso che Del Bono non ha fatto altro che il suo dovere. Inoltre mi risulta che il prescelto del PD (Rosini) doveva essere per forza un revisore dei conti e quindi questo ha tagliato fuori dai giochi Del Bono. Condivido, infine, il fatto che il capogruppo del Pd debba per cinque anni, fare opposizione intrasigente e scrupolosa. Questo significa che questo normale comportamento vale anche per le prox scadenza elettorali…

  7. Essere riformisti significa avere la capacità di rompere rispetto a scelte sbagliate commesse nel passato. Emilio del Bono ha dimostrato di essere un riformista vero. Complimenti.

  8. Se sono intervenuto, è anche perchè apprezzo il pragmatismo e l’onestà intellettuale di De Martin, ma era doveroso rimarcare le manchevolezze della precedente amministrazione e considerare i diritti dell’attuale. Poi, è vero, De Martin non ha tutti i torti e allora, per rispondere a Gimmy, diciamo così:anche in questo caso, la scelta operata non è probabilmente un fulgido esempio di politica lungimirante. Si farà meglio la prossima volta…

  9. Ancora una volta Del Bono ha dato lezione di onestà intellettuale e confermato il suo importate impegno dentro al Partito Democratico.
    Già aveva rinunicato al paracadute parlamentare candidandosi solo alla carica di Sindaco.
    Ora Rinuncia ad A2A per continuare il suo lavoro di opposizione in Consiglio Comunale, direi con più oneri che onori.
    Direi che tutto ciò è assai lodevole e per nulla scontato.
    Sono invece sconcertanti le critiche mosse da Bragaglio per due motivi uno di forma e l’altro di sostanza:
    1- quello formale riguarda le sue dichiarazioni strombazzate sui giornali (Ricordo a Bragaglio che lui è nel PD e non in un partito antagonista e che siamo in campagna elettorale)
    2- quello sostanziale è sconcertante perchè incomprensibile, perchè mai Del Bono ci avrebbe rappresentati meglio occupando una poltrona in A2A invece che continuando a stare in Consiglio Comunale? non capisco mi sfugge?
    Ricordo inoltre a Bragaglio che già i giornali danno al PD poco spazio, quindi cerchiamo di usarlo bene, magari parlando di cose serie. Con tutto il rispetto per la questione A2A/Del Bono.

  10. Chapeau a Del Bono. Questa lezione di stile è stata la miglior rispota alle critiche sulla sua "opposizione debole" di un anno fa’. chi le fece farebbe bene a seguire l’esempio silenzioso di chi, un anno fa’ fece quanto sta facendo Paroli oggi con molto meno pudore. Morgano, più di tutti, dovrebbe chiudersi nel suo studiolo in cattolica e restarci. Dov’è Corsini? perchè non dice niente sul defenestramento di Capra, che verrà sostituito da un signor nessuno amico di Paroli? dobbiamo aspettare un altro anno ed un altro ridicolo convegno?

  11. Premesso che Bragaglio ha esagerato.
    Ma scusate un attimo, Bragaglio e Del Bono all’interno del Pd non hanno sostenuto l’attuale Segreteria provinciale? Eppure queste, diversità di vedute, mi sembra che vengano da lontano. Non vorrei, che quanto successo a livello nazionale (Veltroni) si stia riproducendo a livello locale. Quando gli accordi si fanno sulle cadreghe e non sui contenuti (magari per far fuori qualche amico scomodo), poi i nodi vengono al pettine…..

  12. Ma ai bresciani che gliene importa che Del Bono abbia rifiutato una poltrona d’oro !? Ai bresciani interessa il buon-governo.Che poi ci siano più o meno auto-blu, più o meno assessori gliene importa ?
    Certo che se Del Bono avesse accettato la seggiola d’oro ai bresciani avrebbe importato,e come ! La campagna elettorale di Peli sarebbe stata segnata.
    Che poi su quella poltrona vadano a sedersi gli amici e la Lega dalle uova d’oro, non gliene frega.
    Così è la vita !
    Se la Lega porta i rifuti di Napoli a Brescia : BRAVI,BENE,BIS…tutti al mare a mostrar le chiappe chiare.

    Se i rifiuti arrivano con il governo Prodi : CHE SCHIFO, si preparano le trincee, tutti al fronte a combattere con lo sceriffo in testa : con la lega al governo anche i rifiuti puzzano di meno !

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