Processo della Metro: prima condanna

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    Sono arrivati i primi giudizi nel processo aperto a Brescia in seguito alla morte di Alan Spranzi, l’operaio di Collio deceduto nel 2007 durante i lavori di scavo per la metro in Via Marconi. L’uomo, che aveva 41 anni, sposato con una figlia, era precipitato su una piattaforma posta 25 metri più in basso finendo schiacciato dalla ruspa su cui stava lavorando. Causa dell’incidente, l’utilizzo di un mezzo inadeguato in un’area con pendenza superiore al 50%. Per il tragico evento, l’accusa aveva richiesto la condanna, oltre che della Ansaldi, titolare dei lavori di scavo, di Paolo Carmona, direttore del cantiere, Giovanni Annunziata, capo cantiere, Giovanni Pinchetti, coordinatore per la sicurezza durante la progettazione, Donato Bertoncelli, coordinatore per la sicurezza in cantiere, Cesare Umiliaco, datore di lavoro di Spranzi, Mauro Segat, assistente al cantiere. Quest’ultimo è stato condannato a 1 anno e due mesi in seguito a  patteggiamento, mentre è stato prosciolto da tutte le accuse Donato Bertoncelli, ritenuto non responsabile per quanto avvenuto la tragica mattina del 5 novembre 2007. Gli altri imputati sono stati invece rinviati a processo con dibattimento il prossimo 14 gennaio.

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    UN COMMENTO

    1. la situazione non e\’ cambiata ,controlli pochissimi c\’e\’ stato ancora un incidente ed un ragazzo e\’ quasi morto perche\’ ha respirato una sostanza tossica mentre lavorava in un tunnel l\’ha salvato il suo collega facendogli un massaggio cardiaco, non c\’era neanche l\’ossigeno per aiutarlo a respirare, una scena raccapricciante gli operai passavano guardavano e tiravano dritti ….hanno i caschi ma non servono se non si legano quando fanno i funamboli … 2 morti e parecchi infortuni …in 5 anni
      p.s la ditta si chiama astaldi

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