A2A: il clima si surriscalda

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    Emilio Del Bono interviene a margine della presentazione della mozione sul futuro di A2A presentata in comune e sottoscritta dalle forze di opposizione in Loggia, oltre a Pd anche Lista Castelletti, Italia del Valori e Sinistra per Brescia.
    Grave, secondo Del Bono, la rimozione forzata di Capra e dei suoi consiglieri, un atto che potrebbe avere delle conseguenze legali sulla società. Grave anche la mancanza di comunicazione tra l’amministrazione e la città: «Vogliamo un discorso a viso aperto in città, vogliamo si esca allo scoperto. A2A è un pezzo decisivo del futuro di Brescia non solo per i dividendi, ma perchè significa occupazione, indotto, innovazione. La revoca dei consiglieri non è stata accompagnata da un giudizio stategico, nè un mandato strategico viene affidato ai nuovi designati». Prosegue il capogruppo Pd in Loggia: «Su 120 dirigenti dell’azienda solo il 16% è in quota a Brescia. Eppure Brescia aveva fondamentali migliori rispetto a Milano al momento della fusione. A noi risultano una forte marginalizzazione dei quadri aziendali bresciani, e forti preoccupazioni in tutto l’indotto locale. Nella riorganizzazione le sedi legali di alcune società sono state assegnate a Brescia ma le sedi operative sono restate a Milano. Avevamo chiesto un riequilibrio fra i poteri dei due direttori generali in ordine alle procure, ma la questione è stata accantonata. Non abbiamo apprezzato che la società Selene sia stata catapultata sul mercato e le sue funzioni siano state affidate a una società Siemens. Quanto agli investimenti sul territorio, chiediamo che fine abbiano fatto i 250 milioni previsti sulla centrale di Lamarmora».
    Au.Bi.

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    1. Condivido l’analisi di Emilio,
      dall’inizio del mandato IL Sindaco Paroli e la sua maggioranza hanno criticato il sistema duale dell’A2A, ricordo gli interventi dei colleghi della maggioranza nell’audizione della conferenza dei Capigruppo e della Commissione Bilancio avuta, prima con Il Presidente Capra e successivamente con il Presidente Zuccoli, Già allora si sapeva che con la scusa del sistema duale si voleva mandare a casa il Consiglio di sorveglianza, non perché aveva operato male ma perché non riscuotevano della fiducia del Sindaco e della sua maggioranza, inoltre c’era la necessità di far quadrare i conti all’interno della maggioranza e i posti dell’A2A facevano gola a tutti.
      Chiedo come mai durante la modifica del regolamento mi furono respinti due emendamenti, con il primo chiedevo di inserire che la scadenza del mandato dei componenti dei Consigli di Amministrazione delle società partecipate e controllate del Comune coincidesse con la fine del mandato del Sindaco o con l’insediarsi della nuova maggioranza, mi fu risposto, che l’emendamento avrei dovuto presentarlo l’anno prima al Sindaco Corsini.
      Quello che prima si criticava, adesso va bene, con una forzatura si manda a casa il Consiglio di Sorveglianza rischiando di pagare milioni e milioni di euro, che certamente verranno richiesti a titolo di risarcimento dagli stessi amministratori mandati a casa senza giustificato motivo. Questa operazione ha indebolito Brescia e rafforzato Milano
      Consigliere Francesco Patitucci
      Gruppo Di Pietro Italia dei Valori.

    2. A2A COME ASM è la frase più ad effetto che usano tutti coloro che hanno tanta responsabilità sulla infausta incorporazione detta fusione per gli allocchi.
      Sarebbe bastato per Corsini e c. non farla o opporsi con forza e non blandamente per ParoliRolfi e c.
      Anche l\’Ing. Capra nè è stato ovviamente responsabile, ma quando si è accorto del grande errore di sottovalutazione delle avidità milanocentriche ed ha affermato che il sistema duale era inutile e dannoso e che un unico CdA a direzione bresciana era opportuno, è divenuto ingombrante ed è stato trasformato in capro espiatorio.
      Caro PD questa è la posizione da prendere: gestire il tentativo dell\’Ing Capra di avere un unico CDA con un bresciano Presidente. Solo allora A2A assomiglierà ad ASM.
      Tutto il resto è lamento e impotenza.
      L\’Ing. Capra ha maturato la sua autocritica ed ha tentato di usarla per rilanciarsi e fare ancora il mattatore anche in età avanzata: doveva farlo anche solo nei confronti di se stesso per chiudere bene la sua avventura di manager

    3. A2A FLORIDA ED EFFICIENTE? una volta, ancora due anni fa, ma oggi non più anche se il dimezzamento del capitale in borsa è in parte causa della crisi finanziaria globale.
      Alla prossima assemblea del 29 maggio vogliono distribuire un dividendo pari a quello dell’anno scorso, ma è un impegno politico verso i Comuni principali azionisti piuttosto che un sintomo di maggiore efficienza e floridità. Di fatto dando un dividendo uguale al 2008, con un capitale dimezzato in borsa, e un utile inferiore e parzialmente trascinato dal 2008 per conguagli sull’energia, accentuano la necessità di copertura politica rispetto ad un dato gestionale negativo.
      In futuro la situazione non potrà migliorare anche se si ridurranno i cespiti regalati alla pletora di amministratori, controllori, consulenti e certificatori sputtanati dalla crisi finanziaria globale. Inoltre l’azienda dovrà convivere con la concorrenza nazionale e europea soprattutto nel settore dell’energia: e si sa che non potranno esserci sconti perchè gli azionisti maggiori sono i Comuni di Milano e di Brescia.
      Mi preme comunque ricordare che le azioni dei comuni citati sono dei loro cittadini che farebbero bene ad interessarsi di più al loro capitale che sta scemando.

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