Il dolore dei giovani amici

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    Bsnews whatsapp
    La Redazione di Bsnews chiede scusa ai famigliari e agli amici del ragazzo scomparso in tragiche circostanze e ritrovato l’altro ieri nel vigneto Capretti in zona Pusterla. Abbiamo dato la notizia, ma alcune precisazioni, peraltro inutili ci rendono, in parte responsabili, di un’informazioner superficiale.
    Nessuno della Redazione crede o pensa che l’eccentricità del vestire rappresenti trasandatezza, anzi tutti riteniamo che solo la fantasia  salvi i i giovani dall’omologazione. Per questi  motivi abbiamo letto con attenzione tutti i commenti e contattato molti degli amici del ragazzo,  ovviamenti sconvolti dalla notizia. A loro abbiamo chiesto,  se vorranno e quando se la sentiranno di tratteggiare il ricordo di un amico.
    Federica Papetti

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    Ufficiostampa.net

    CALCIOBRESCIANO
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    UN COMMENTO

    1. be almeno qualcuno si scusa però serebbe meglio che prima di giudicare un persona solo dal suo aspetto…arrivederci angelo rasta <3

    2. fate bene a chedere scusa… perche anche se lo conoscevo poco so che era una grande persona e gli spetta di diritto il rispetto e un articolo dignitoso…albi manchi gia.
      angelo rasta ci sarai sempre con noi ….

    3. chi sappia qualcosa per i funerali lo dica immediatamente…voci dicono oggi ma non so’ dove ne so’ nulla di ufficiale!!!!!la cosa più oscena è che la stampa la televisione internet non ne hanno parlato affatto…quelle poche cose che hanno detto erano ipocrisie e falsità…il giornale di brescia ieri gli ha dedicato un trafiletto in una pagina interna…su internet è impossibile avere notizie sulla data dei funerali…VI PREGO SE SAPETE QUALCOSA SCRIVETE SUBITO…CIAO ALBY

    4. Oggi l’ho rivisto per l’ultima volta…non smetterò mai di chiedermi perchè….perchèèèè!?

      i funerali saranno lunedì 1 giugno alle ore 10.30 nella chiesa di Santa Maria Croifissa di Rosa…partiranno dall’obitorio alle ore 10.15…
      facciamogli vedere k di lui noi nn ci dimenticheremo mai…xkè gli vogliamo bene…

      Ciao ape…

    5. Non lo conoscevo, ma quando ero in attesa del colloquio con gli insegnanti di mia figlia lo vedevo passare per i corridoi del Leonardo. Non so i gravi problemi che affliggevano la sua mente e la sua esistenza. Dai commenti dei compagni ho capito che era ben voluto e stimato. Non fermiamoci, quindi, alle apparenze, chi non si conforma alle regole spesso non è capito e malgiudicato. Chiediamo a chi lo conosceva bene chi era.
      Per voi ragazzi,capisco la vostra rabbia, ma a volte, per essere superiori bisogna essere tolleranti con chi ha sbagliato e che comunque ha chiesto scusa.

    6. avete fatto una grande cosa…questo però stia da lezione quindi..magari la prossima volta(speriamo non capiti) piuttosto aspettate 1 giorno in + a scrivere l’aticolo ma fatelo con l’assoluta o quasi certezza degli avvenimenti.ciao pietro simonini

    7. Grazie a Federica per la compostezza e sensibilità con cui ha porto le sue scuse, doverose nei confronti di Ape, dei suoi famigliari ed amici. Giovedì ho visto in piazza Loggia i suoi amici, addolorati increduli incapaci di trovare rispote. Sarà un distacco crudele, almeno ora avranno anche il conforto e l’abbraccio di tutti noi.

    8. non conoscevo ape ma ne ho sentito parlare da amiche a me care e sn vicino al dolore di tutti voi…sono incredulo e rimane anche a me da chiedermi il perche di quel gesto ke solo lui ormai sa…ciao ape vivrai sempre nel cuore dei tuoi amici!

    9. Di mestiere faccio il giornalista, e lo faccio da trentacinque anni. Ebbene, poche volte – forse mai – mi è capitato di leggere delle scuse così sincere e convinte come quelle di Federica Papetti (con la quale ho lavorato, che stimo e rispetto come giornalista e come persona). Ha ragione Federica a parlare di superficialità: insieme al fatto di essere in molti, troppi casi asservita al potere politico ed economico, quello della superficialità è tra i mali più evidenti dell’informazione, oggi, in Italia. Che poi, se ci si pensa bene, il più delle volte l’essere asserviti e l’essere superficiali sono legati a doppio filo. Non è ovviamente questo il caso di Bsnews, che ha commesso (ma non è stato il solo) il classico errore figlio della fretta, dell’inesperienza e dell’eccessiva fiducia nei confronti della fonte (mai ufficiale, sempre ufficiosa, così la fonte può eventualmente dare la colpa al giornalista, che ha capito male, o male interpretato).
      Premesso questo, devo dire che la notizia della morte di A. mi ha molto colpito, non solo come giornalista: sono padre, e mio figlio – suo quasi coetaneo – frequenta proprio il "Leonardo". Ma la notizia mi avrebbe colpito anche se mio figlio avesse trent’anni e lavorasse in banca, o non se avessi figli. Perché un ragazzo di 17 anni non può andarsene così, con un salto nel vuoto, lasciando – insieme al dolore e ai ricordi belli – l’orrore della sorpresa. Nel gruppo che immagino qualcuno di voi abbia aperto su Facebook, ho letto il commento di una madre. Non ricordo esattamente le sue parole, e non ho voglia di fare il solito, pedante copiaincolla. Vorrei però condividere con lei il senso delle sue parole: non è vero che tutto si può risolvere, ma è vero che qualcosa sì. Però parlandone, non tenendosi tutto dentro fino a farsi divorare come da un cancro.
      Un’ultima cosa: domenica mattina ero in castello con la famiglia, e senza rendermene conto,o forse in qualche modo richiamato da qualcosa che era ancora lì, mi sono ritrovato davanti all’albero sotto il quale probabilmente A. si è seduto a pensare qualche istante o qualche ora, chissà, prima di prendere la rincorsa e saltare. Sull’erba c’era un foglio bianco: sapevo che non poteva essere stato scritto da lui, ma ugualmente sapevo che per lui era stato scritto. Ho scavalcato la ringhiera, l’ho girato, ho letto i saluti della – mi sembra – III F, e l’ho rimesso sull’erba, con sopra una pietra perché il vento non lo facesse volare via.

    10. era il minimo.
      veramente una notizia orrenda quella che avevate pubblicato.
      albi un angelo.
      meraviglioso.
      stupendo.
      grazie di tutto.
      io vivo per te.

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