Il giorno dopo

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    Tutti quei cittadini che sabato e domenica recandosi alle urne avranno deciso di dare la preferenza a Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Antonio Di Pietro o Ignazio La Russa avranno perso solo del tempo (quello necessario per scrivere il nome) e avranno consumato inutilmente un pezzettino di matita copiativa. Perchè quelle preferenze non serviranno a mandare al parlamento europeo nessuno di quei politici in quanto ineleggibili per incompatibilità.

    Non lo definisco un imbroglio, tutto ciò che è legale non è imbroglio. Ma una furberia di bassa lega. Una furberia che serve per raccattare qualche voto in più, ma non per far scegliere ai cittadini quali parlamentari avere in Europa. Una furberia che non aiuta la politica, anzi allontana sempre più i cittadini dalla politica.

    Quelle persone che hanno deciso di candidarsi nonostante fossero ineleggibili, non solo hanno deciso di prendere in giro i cittadini italiani, ma soprattutto si sono disinteressati di creare un rapporto di fiducia tra loro e il Paese. Del resto riguardando i nomi vedo uomini che antepongono la demagogia al ragionamento, purtroppo oggi pare che sia la moneta che elettoralmente paga.

    Bene ha fatto il Partito Democratico ad aver scelto la strada di candidare solo persone eleggibili. Ha deciso di dare un piccolo ma significativo segnale di serietà.

    Ecco, quando la politica ricomincerà a dare mille e mille segnali di serietà, a porre l’interesse comune davanti agli interessi personali di troppi politici, a fare scelte che non guardano al voto in più da incassare all’indomani, quando ricomincerà a guardare l’erba dalla parte delle radici, allora la politica inizierà a recuperare quel rapporto con la società che in questi anni si è sfilacciato, tornerà a parlare ed a farsi capire da pezzi sempre più significativi della nostra complessa società.

    Giorgio De Martin
    Segretario cittadino del Partito Democratico

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    UN COMMENTO

    1. A parte la sottolineatura che il Pd ha fatto diversamente – inutile, perchè gli esempi dovrebbro parlare da soli – il resto è tutto giusto,tutto vero.Purtroppo!!!

    2. Sono d’accordo con te Giorgio, purtroppo non lo sono la maggioranza di quelli che hanno sprecato tempo e matita (probabilmente come semplice riflesso pavloviano)per esercitare una scelta che di fatto non è. Sono certa che la cosa si ripeterà con il prossimo referendum dove il piccolo capo ha già fatto marcia indietro come imposto dalla lega (vera vincitrice delle recenti elezioni)imponendo di disertare le urne. E loro puntualmente andranno "al mare", ubbidendo senza esercitare spirito critico. E’ più comodo e facile far decidere agli altri.

    3. De Martin scrive che "quando la politica ricomincerà a guardare l’erba dalla parte delle radici, allora la politica inizierà a recuperare quel rapporto con la società".
      Temo che la politica italiana (a parte rare eccezioni) stia già guardando l’erba dalla parte delle radici, ma solo perchè è morta e sepolta.

      Questo è il commento che mi viene fuori perchè sono rabbioso.
      So di non pensarla così, ma è dura uscire fuori dal giro vizioso dell’antipolitica che oramai pervade la società.

      Io non sono PD, ma mi è davvero dispiaciuto vedere la quota di consensi presa da Peli alle provinciali.
      Tutto questo perchè??
      Perchè gli "altri" promettono di avercelo duro?
      Perchè sono la barriera contro l’invasione islamica?
      Perchè solo loro sono gli anti "Roma ladrona"?
      Perchè "rompere il culo ai nusbari" fa molto chic??

      Ho la nausea.

      Ma tocca fare analisi serie del voto di domenica per capire dove si deve migliorare.
      Tornare nei paesi e tornare dalle persone.
      Non bisogna lasciare i gazebo e i manifesti solo ai celabbiamoduristi.

      Una campagna di manifesti costa troppi soldi?
      Allora se ne stampino 20 e si attacchino ai gazebi nelle piazze italiane.
      Parlare, manifestare, denunciare e trasmettere.

      Ci vuole tanto a trovare 5 volenterosi per ogni paesino?
      NON CREDO.

      Una stretta di mano a Diego Peli e achi l’hanno sostenuto e votato.
      Io l’ho votato anche se non sposa tutte le mie idee politiche.
      Come scrive De Martin è ora di guardare alle persone.

    4. Non sono d’accordo questa volta con GIORGIO DEL MARTIN che afferma,come osserva anche il b(r)illante Maurizio,che "quando la politica ricomincerà a guardare l’erba dalla parte delle radici, allora la politica inizierà a recuperare quel rapporto con la società".
      Il fatto è che in alcuni Territori, un piccolo partito,magari cresciuto molto negli ultimi tempi sotto la scia di un Leader prorompente e dinamico, fa molto fatica ad farsi individuate tramite personaggi non molto mediatici che sperano magari di succhiar la ruota del Capo velocista,in volata verso il traguardo.Certo cheper il PD il problema è di tutt’altra natura; candidare i soluti grossi nomi della BRESCIA DA BERE,quella trangugiata negli ultimi quindici anni e che si sono bruciati nell’utima elezione comunale, sarabbe stato un disastro già annunciato visto che il popolo di centro sinistra,li ha,tutti,un pò,amichevolmente sullo stomaco.E bene ha fatto il PD a rinnovare.Bene ha fatto anche Antonio Di Pietro,e lo cito,oltre che per simpatia mia,anche perchè lo si tira in ballo in questo editoriale, a scendere in campo per i suoi;la gente si fida prima di tutto di Lui;della sua linea politica e del suo modo di dirigere l’azione dei suoi.Per uno che viene dalla gavetta politica,scusate se è poco.E questo vantaggio non poteva essere vanificato con i "quiproquò".

    5. Io da liberale, seppure di sinistra, sono fermamente convinto del fatto che le idee camminino sulle gambe degli uomini e talvolta sia un singolo uomo più di tutti gli altri a incarnare plasticamente un’idea (in politica questo si chiama leadership). Non sarò certo io dunque a stracciarmi le vesti se alcuni politici vogliono giustificare la furberia denunciata da Giorgio con il presunto vincolo fiduciario che solo essi con il loro carisma saprebbero rappresentare nei confronti degli elettori, come sostiene Cerritelli. E tuttavia, sempre da liberali, bisognerebbe chiamare le cose con il loro nome, e appunto di furberia si tratta.

    6. Per un errore ho inviato il commento senza il nome, il che mi pare poco liberale, perciò mi scuso e finisco il ragionamento. Nel novero dei nomi fatti da Giorgio, quello che fa la figura peggiore è senz’altro Di Pietro, perchè da chi si erge a difensore della legalità e della correttezza contro la deriva berlusconiana delle regole si riceve un pessimo esempio in questo caso. E’ vero che nessuna legge viene qui infranta, ma una candidatura è l’aspirazione a una carica elettiva, e candidarsi ad un posto a cui si sa già di non andare è molto scorretto.

    7. Che tipo di Liberale è OLI J ? Un Liberale che sta con Berlusconi? o un Liberal Socialista,non ultima creazione della politica della Seconda Repubblica? forse un Liberal Dini,anima in pena,pur con moglie in finanza? o un Liberale dell’odierno Partitino Liberale un giorno con silvio ed il giorno dopo contro ,a seconda dell’umore da seggiola ricevuta o negata? No!! semplicemente un Liberale anti Di Pietro;in primis.

    8. Si parla tanto a sinistra di guardare le persone,confiderete con noi maggioranza di cittadini Lumezzanesi che abbiamo scelto la persona,ma sicuramente a voi non andra bene visto che e" un legista!!

    9. Forse più che stringere le mani bisogna trovare parole nuove per comunicare e non avere paura di perdere consenso affrontando di petto le cancrene democratiche (perché di questo si tratta) che la destra in Italia sta provocando.
      Le elezioni europee sono state un pericolo scampato, quello di ritrovarsi con le rovine di Partito Democratico in dissoluzione e di una Destra Berlusconiana egemone con una crisi sociale pesantissima in arrivo. La Resistenza del Partito Democratico deve ripartire da qui per ricostruire una coscienza civile, politica e sociale in coloro che si sono dimenticati di possederne una. La partecipazione come antidoto e come risposta alla corte berlusconiana. Se il Partito Democratico non capisce che è da qui che si riparte, che non bisogna inseguire Berlusconi sul campo della sicurezza, del lavoro, dell’ambiente, perché non c’è niente e nessuno da inseguire. Può sembrare una frase banale ma la verità è che il Pd deve ricominciare ad avere il coraggio delle proprie idee, senza vergognarsene e senza il dubbio che possano apparire "vecchie".
      C’è una grande parte di questo Paese che non si riconosce nel mondo che la circonda ed è da lì che bisogna ripartire. Adesso, non domani, dopo il congresso, dopo il referendum, dopo qualsiasi incidente di percorso.

    10. Rispondo a Cerritelli.Francamente non mi piace, nel dibattito delle idee in genere e nella polemica politica in specie, quell’approccio che, anzichè esprimere opinioni sul fondamento di argomentazioni e fatti,si sofferma sull’individualità della persone stigmatizzandone i presunti comportamenti contraddittori. Cosa ne deriva ad esempio per la fondatezza o meno del mio ragionamento dal fatto che potrei essere un liberale obtorto collo sostenitore di Berlusconi o rientrante nelle categorie indicate da Cerritelli? Forse che questo costituiebbe una criica del merito della mia opinione? Immagino che si intenda che potrei sostenere quello che sostengo per un qualche interessse e allora vorrei tranquillizzare Cerritelli.Io non sono berlusconiano, ma solo una persona di 34 anni che, da quando ne ha 14, fa politica per passione, senza averci mai guadagnato niente e senza confidare in alcun guadagno futuro; sono con sempre maggior sofferenza un militante del PD e ,se Cerritelli necessita di maggiori ragguagli biografici per fare l’analisi del sangue a me piuttosto che confrontarsi con le mie idee, dico che mi onoro di essere amico, prima, e compagno di lotta, poi, di Giorgio De Martin che riconosco come maestro. Non ho per altro nessun problema ad ammettere che,proprio perchè liberale, sono contro Di Pietro e ritengo che il Pd si dovrebbe disfare dell’alleanza con lui. Purtroppo constato, per dirla con Hegel, che Di Pietro è oggi la verità della sinistra, nel senso che esprime dichiaratmente la cultura giustizialista e immoralmente moralitica che la pervade e affligge. Quindi è di questa cultura che la sinistra si deve liberare prima ce di Di Pietro, perchè essa non rappresenta, come vorrebbe meritoriamente, quella sana costernazione dell’uomo probo di fronte a un mondo di corrutela politica, di malaffare, di assenza di regole e stato; ma solo la superbia intelletuale e morale di chi si sente depositario di chissà quale virtù e verità e abdica dalla fatica politica di cambiare le cose nei modi possibili. tanto per essere chiari: oggi chi fa la sequela delle distorsioni del nostro sistema (parti del territorio in mano alla crimialità organizzata, clientelismo politico, assenza di spazio pubblico e spirito di servizio, dilagante oppressione ad opera delle caste) e lascia fuori dal novero la magistratura come se fosse un mondo di incontaminata purezza, quando invece costituisce anch’essa un grave problema (e non in primo luogo per il conflitto con la politica); è costui che non dice tutta la verità per un qualche interesse personale.

    11. Mi scuso con il giovane OLI J ma non volevo urtarne la suscettibilità.Rispetto la sua opinione e chi mi conosce sa che,al di là di qualche mordace battutaccia,sono sempre attento all’altrui parere;specialmente a quello di chi mi potrebbe,per età, essere figlio.

    12. Le considerazioni di De Martin sono talmente condivisibili che non c’è altro da aggiungere.Ma non sono questi i problemi del PD.
      Molti esponenti del PD bresciano,lo scorso week-end, si dicevano soddisfatti della campagna elettorale di Peli e auspicavano un risultato medio-buono.A urne chiuse, viene da pensare che questi Signori vivano fuori dalla realtà e non conoscano i bresciani perchè bastava andare nei bar,alle fermate dei bus per capire l’andazzo.
      Ma ancor di più lascia stupefatti la considerazione che si era fatta una buona campagna elettorale. Dove? Quando? Certo, di conferenze nei circoli se ne sono fatte, anche troppe e sempre con i soliti Iscritti.
      Certo Peli è una brava persona e un ottimo amministratore. Ma chi lo sapeva !? Per esempio : quanti bresciani sanno che è stato Sindaco di Concesio,per 10 anni ?
      E’ mancato il contatto con gli elettori "normali".
      Per due Domeniche consecutive, nelle Piazze dei paesiNI delle Valli Lega e PDL hanno allestito i loro gazebo, distribuito palloncini ai bimbi, pasticcini, volantini…..e il PD !? Dove era?
      In alcuni paesi non ci sono neppure i manifesti elettorali (una volta il PCI organizzava le carovane per attaccare nei feudi bianchi!Oggi? Anche il PPI,negli anni ’90,c’era !).
      Ma è possibile che un Partito che aspira a guidare la provincia "se ne freghi" di intere zone !?
      Domenica 31 Maggio,salendo in macchina da Brescia, ho incontrato simpatizzanti e gazebo di Lega e PDL nelle piazze….. nessuno del Pd.
      L’unico contatto che ho avuto con il PD è stata una Lettera di Peli, condivisibile nel tono e nell’ispirazione ideale, ma scarna di contenuti a fronte di un pieghevole del PDL semplice e immediato, ricco di immagini.
      La Lega mi ha spedito un Giornale.E il PD? Una lettera di Franceschini alle donne,scritta in piccolo che si fatica a leggere. Ma come la Lega mi invia un giornale di 10 pagine e il maggior partito dell’opposizione un A4 …ma si lascino perdere le tecniche di direct-marketing e si torni ai vecchi metodi. Ci si diverte anche di più.
      Ci sono intere zone del bresciano dove il PD non raccoglie neanche i voti degli ex-Ds e degli ex-Margherita perchè..è sentito come "qualcosa" di estraneo alla sensibilità e alla cultura dei bresciani.

      La contro-prova è che il PD vince dove sta in mezzo alla gente !
      Penso ai paesi della media Val-Trompia dove il PD è identificato con volti e persone in carne e ossa. Gente che si distingue per la buona amministrazione.E c’erano i Gazebo !!!!

      Post-scriptum tra il serio e il faceto : c’è un articolo interessante sul Corriere di oggi sul radicamento e le feste della Lega. Mi son detto,ma anche il PD fa tante feste.Anche a Brescia affittano l’intera fiera.Cosa deve fare di più.E invece si va sempre a sbattere lì,come per la campagna di Peli, perchè a quelle feste c’è sempre la solita gente, i soliti iscritti, una volta vengono le compagne del lago,l’altra volta i Vecchi di DC della Bassa,l’altra quelli della Val Camonica,ma sempre quelli sono.
      Le feste della lega sono diverse.Perchè sono fatte nel dentro dei paesi. Coinvolgono tutti.
      Una volta era così anche per le feste de "L’Unità".
      Da piccolo, mio zio (DC) mi portava a magiar salamina alle feste de L’Unità. Quanti oggi verrebbero in fiera a mangiare la salamina. Forse se le feste fossero decentralizzate e pensate diversamente,incontrereste famiglie, non iscritte al PD,a mangiar pa’ e salaM.

    13. condivido pienamente il giudizio sulla, quantomeno, scarsa serietà di berlusconi. Il primo ministro, che come ha lui stesso ha ricordato vanta un 70% di consenso personale, non aveva alcuna necessità di candidarsi alle europee se non quella di mostrare i muscoli agli alleati, sebbene abbiano profuso abbracci e parole mielensi. Almeno di giorno. Però questa scelta ha messo in luce più di un aspetto: il primo è che tutti ‘sti muscoli non li ha, nonostante le sceneggiate aquilane e napoletane la gente non ha cercato lui. Il secondo, che se esiste una risposta fresca, autentica e coraggiosa la gente non segue ne lui ne l’antipolitica. Il risultato a nordest DEVE farci riflettere. Il risultato a nordest è la luce in fondo al tunnel. IMHO

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