Caro allievo bocciato

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    Scrivo direttamente a te, studente bocciato.
    Ti so arrabbiato e sfiduciato. In quest’anno veniva spesso da chiedersi qual’era il codice di accesso ai tuoi pensieri. Per nove mesi hai chiuso la serranda con una scuola che non è stata utile al tuo futuro. Come darti torto.
    Ti ho osservato fiero sulla torre del rifiuto: più ammutolito, che sordo. Sappi che non potrò mai sostituirmi al padre che ti manca, all’amico che ti ha tradito, all’innamoramento non corrisposto, alla cattiveria che ti ha soffocato ingiustamente. Io sono solo un insegnante. Posso semplicemente condividere con te il piacere del capire, del conoscere, dell’imparare un mestiere. Fatto insieme, non è poco! Eppure so che non ti è bastato, anzi non te n’è importato molto. Lo so: me ne rendevo conto alla consegna delle verifiche quando speravi in una mia indulgenza, in meno scrupolo, meno severità.
    Ma dimmi: l’umiliazione di un giudizio fasullo avrebbe rimediato al tuo star male? Veramente era una regalìa quella che volevi? Se t’avessi accontentato davanti a te ci sarebbe stato soltanto un nemico in più.
    Vorrei vederti tornare con la schiena dritta! Senza sensi di colpa, senza rimpianti, senza il bisogno di giustificare alcunché. Preferirei gustare con te cose nuove, interessanti, che attutiscano i cattivi pensieri. Se lo farai volteremo pagina e rileggeremo solo quelle parole orfane della tua intelligenza. Mi piacerebbe volare insieme a te dentro spazi già sperimentati per una possibilità ancora. Non ti prometto una sdolcinata comprensione, ma tu mi stai a cuore e non vorrei vederti volare basso per altro tempo ancora.
    Don Lorenzo Milani diceva: Quando avrete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione, avrete buttato in cielo un passerotto senza ali!
    A rivederci e buone vacanze, carissimo allievo bocciato.

    Gianluigi Fondra – Mompiano

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    1. L’articolo è molto forte. L’ho fatto leggere a qualche collega sensibile, non so quanti ragazzi possano capire… pochi sono abituati a quel linguaggio.
      ciao

    2. I tuoi allievi hanno un bravo insegnante. Da un insegnante non possono desiderare nulla più che sia un bravo insegnante. Fortunati loro..fotunato tu..

    3. E’ vero. Sei un insegnante saggio e vuoi bene ai ragazzi più che al posto di lavoro che allo stipendio (basso). Non tutti siete cosi. triste è lo studente bocciato ma anche quello che avrebbe voluto e non ha avuto causa fortuna/sfortuna causa questo o quello insegnante che giudica ma non viene mai giudicato. Buon lavoro

    4. Cara Marta,
      quando si è difronte a esseri umani non si è mai sicuri di nulla. In una classe di 24 allievi c’è un po di tutto, da chi si entusiasma con poco, a chi proprio non ne vuole sapere, come dici tu "non ne ha voglia". In questi anni però non ho ancora trovato un allievo che m’ha detto "non voglio volare", "non mi piace nulla" "nella vita voglio fallire",… e allora non ci resta che riprovare perché siamo pagati dalla collettività semplicemente per far questo.
      Quello che mi preme chiarire è il ruolo dell’insegnante. Maestro di un sapere e poi educatore. Solo se in primo luogo fa l’insegnante, cioè insegna una materia al meglio delle sue capacità e conoscenze, può diventare esempio etico e morale.
      Non padre o madre, dunque, non amico, non confidente, non surrogato dei fallimenti sociali e politici.
      Credo che un buon insegnante si palesa nel marcare con precisione i limiti del proprio agire, entro i quali però sependersi senza risparmio.
      Il rischio di altre "bocciature" non è scongiurato, tuttavia nuove ali non posso che essere premessa di voli migliori.
      Se poi potessimo insegnare come come faceva il priore a Barbiana senza bocciature e ognuno – allievi e insegnanti – con i propri tempi lavoreremmo in una scuola all’altezza della propria funzione. Purtroppo da decenni e decenni, dalla riforma Gentile in poi, si è chiacchierato troppo e rifromato nulla. Ma le rivoluzioni sono sempre all’ordine del giorno, basta volerlo.
      Ciao ggfondra

    5. Interessante l’articolo del professore, ma finchè non si cambia la didattica insegnata a scuola ci saranno sempre più studenti svogliati.
      Ha senso infarcirli di concetti superati e inutili per il loro futuro? Arrivato all’università pensavo finalmente di studiare materie con un’utilità chiara, che mi avrebbero aiutato nel mio futuro lavoro. E invece nulla. La scuola italiana è tra le peggiori d’Europa, un motivo ci sarà…

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