Apre un sexy shop?

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    Via San Martino della Battaglia, a due passi dal centro: accanto a negozi di moda prestigiosi fra poco potrebbe aprire un sexy shop.
    Da alcuni giorni sulle vetrine di un negozio sono apparse le scritte che annunciano l’imminente apertura di un’attività commerciale che già fa discutere, e non poco. Fa discutere l’assessore al Commercio Maurizio Margaroli (il quale dice che ancora non è arrivata alcuna richiesta di autorizzazione in comune), fa discutere don Andrea Bagnatica, prete della parrocchia di S. Alessandro a cui fa riferimento la chiesa di S. Luca dove sono conservate le spoglie del beato Giuseppe Tovini (il parroco è assolutamente contrario non solo all’ubicazione del sexy shop, ma anche ai sexy shop in generale, da escludere in tutta la città) e fa discutere infine tanti cittadini che passano per la via e notano le vetrine.
    Dal punto di vista legale l’attività pare che possa aprire, a patto che le vetrine siano oscurate e non lascino nemmeno intravedere la mercanzia esposta all’interno. Ma, come detto, finora nessuna richiesta di autorizzazione è giunta negli uffici comunali.
    a.c.

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    UN COMMENTO

    1. che c’è di strano? una volta rispettate tutte le formalità è un’attività commerciale come tutte le altre e non c’è nulla di cui indignarsi. Più che altro sono le " porcate" del presidente del consiglio che ci fanno vergognare……di fronte al mondo, e la chiesa TACE……mahhhhhh

    2. Perchè meravigliarsi? Che cosa è peggio:Aprire un negozio sexy shop oppure fare politiche, come sta facemdo questa amministrazione e questo governo , che "USANO" le persone come merce di piacere e profitto personale a danno di moltissimi altri che faticano a vivere dignitosamente, clandestini compresi?
      Da questa gente solo il peggio mi aspetto, perche solo il peggio sanno esprimere.

    3. Se c’è una proposta commerciale di questo tipo è perchè evidentemente esiste una richiesta in aumento. Spero che la politica in questo caso faccia il proprio dovere e controlli severamente su questo tipo di iniziative "commerciali".
      Se la legge lo consente l’amministrazione deve impedire a mio avviso l’apertura di questo locale in uno spazio cosi centrale della città.
      Altro e discutere sul perchè cresca sempre più il mercato del sesso.
      Allora proviamo a parlare della qualità delle comunicazioni mediatiche, sappiamo ormai quanto influenzano il nostro comportamento.
      Telefilm, trasmissioni radiofoniche molto seguite dove anche in orari adatti ad un pubblico minorenne si fa sempre più uso di un linguaggio volgare con espliciti riferimenti al sesso. Pubblicità televisive dove ogni prodotto viene reclamizzato con riferimenti sessuali. Riviste settimanali piene degli stessi riferimenti. Siti intern che dovrebbero essere informativi ma dai quali con 3 cliccate ci si ritrova su argomenti di genere sessualpruriginoso.
      Forse tutto il modo degli adulti con la Chiesa, la Politica e la Scuola ma anche in Famiglia e fra semplici Cittadini, deve ritornare a riflettere sui messaggi che si permette vengano continuamente lanciati.
      E’ doveroso pretendere che chi lavora nel settore della comunicazione debba rispettare non solo il pudore di chi ascolta o legge ma anche la dignità umana non trattando come merce il corpo delle persone.
      Forse percorrendo questo difficile sentiero con una inversione di tendenza culturale fra alcuni anni la presenza di sexy shop sul territorio diminuirà e apriranno altri tipi di negozio.

    4. Comprendo il Parroco ma la Giunta se fosse coerente dovrebbe far chiudere anche i sexi-shop in periferia (via Diaz…..via Orzinuovi….ecc) o gli adolescenti della periferia sono di serie B o forse gli adolescenti non vivono in periferia !?

    5. Il Sig. Andrea Bagnatica è ospite in questo stato.. potrebbe tranquillamente farsi gli affari sui, visto che noi in vatican spa non diciamo niente…
      Riguardo alla giunta, che tristezza, basterebbe raccomandare che facciano una vetrina non troppo volgare e possibilmente in dialetto Bresciano…vibradur, oio lubrificant, preservatif

    6. dove ci porterà questo bigottismo e falso moralismo?
      ricordo bene l’anno scorso, in occasione delle promozioni natalizie, una signorina in uno striminzito bikini esposta in vetrina nella centralissima corso Palestro. Questo si l’ho trovato volgare ed offensivo, non di certo un’attività commerciale di sexy shop, come ormai ce ne sono ovunque senza troppe storie.

    7. x Maurizio: Perchè tiri in ballo berlusconi? é forse suo il sexi shop?

      Sono d’accordo con cristina. Nessuno si preoccupa del degrado umano che gira intorno ai phone center, io vivo al carmine e ne so qualcosa. Extracomunitari ubriachi che fanno casino, spacciano, importunano le ragazze che passano, rubano quotidianamente biciclette e autoradio, e noi ci indignamo per un attivita commerciale legale che aiuta chi si ama a divertirsi un po’.

    8. ma dove siamo arrivati? Sono assolutamente dalla parte del parroco don Andrea Bagnatica, è inaudito pensare di aprire questa sudicia attività , e solo ed esclusivamente per malati cronici. La chiesa di San Luca luogo consacrato . riflettiamo onestamente.

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