Mobilita’ e scopa vecchia

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     un dato ufficioso ma attendibile e viene dai professionisti del settore: a Brescia città ci sono quasi 5.000 appartamenti invenduti! Tanto per dare l’idea basterebbero a contenere tutti gli abitanti di Lonato o di Rovato.
    Eppure una coppia di sposi nati in città se vuole comprare una casa a prezzi ragionevoli deve migrare – per esempio – verso Offlaga o Calvisano. Occorre non essere precari, avere genitori molto danarosi e avere il coraggio di impostare il proprio futuro con spostamenti da 50/60 km ogni giorno: un’ora e mezza alla guida di un’automobile pari a quattro anni di stress procapite.
    Non c’è l’ho con gli urbanisti, di certo i tentativi di calmierare i prezzi delle case a Brescia negli ultimi anni non sono riusciti. Buon ultimo l’insediamento di Sanpolino.
    Recentemente il presidente dei Costruttori bresciani ha lamentato lo stato di crisi dell’edilizia omettendo, però, il dato dell’invenduto cittadino che si spiega solo per il prezzo spropositato al metro/quadro, non certo per l’assenza di domanda.
    Come si potrebbero definire gli immobiliaristi che anche in tempo di crisi, pur di spuntare un extraprezzo, si possono permettere il lusso di non vendere?
    Se qualcuno dice che la speculazione edilizia non esiste a ogni cartello “vendesi” si faccia due conti e prenda nota del numero di telefono: quella voce suadente ha già costretto migliaia di concittadini a migrare lontano.
    L’urbanistica moderna se vuol rendersi efficace dovrebbe abbandonare gli equilibrismi lessicali: la parola “sostenibilità” per noi cittadini si riferisce alla viabilità e alla tutela ambientale, per i costruttori alla possibilità di eliminare l’ICI sull’invenduto e detassare chi mercanteggia in barba al traffico sempre più caotico.
    Tanto per non girarci intorno: se la giunta dell’on. Paroli sarà capace di calmierare i prezzi delle nuove case nel capoluogo si potrà sperare in una mobilità sostenibile in buona parte della provincia. Diversamente… manico nuovo, su scopa vecchia.

    Gianluigi Fondra – Mompiano

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    1. "Non c’è l’ho con gli urbanisti"…

      E con chi "c’è" l’ha, allora? Cosa dovrebbe fare "l’urbanistica moderna"?

      Un intervento come il Sanpolino – 1.800 alloggi previsti, edilizia "sostenibile" (energie rinnovabili, rete duale dell’acqua, strutture antisismiche, spazi pubblici per quanto più possibile permeabili) al costo al mq pari a meno della metà dei prezzi di mercato, un nuovo quartiere legato al sistema di trasporto pubblico (stazione metrobus) – più di così, cosa poteva ragionevolmente essere? Tenendo presente che non siamo a Friburgo, ma nella terra dei "padroni a casa nostra"?

      Se ascolta i costruttori, questi sempre "piangeranno" (sulle loro Porsche Carrera 4s…), lasciando invenduti i loro alloggi piuttosto che scendere sotto i 4.000 euro al mq… E’ colpa dell’urbanistica?

    2. Scrivo queste note non perché penso di aver la verità in tasca ma perché mi interessa il confronto sopratutto con chi non la pensa come me… purtroppo ad una opinione anonima non si può rispondere che con un garbato silenzio.

    3. Bè, il presente forum, per come è strutturato, consente di restare anonimi. Mi pare di non averne approfittato nè con insulti, nè con prese in giro, nè con OT. Non ho nemmeno scritto "Mario Rossi"…

      Argomenti fondati cui rispondere, mi pare ci fossero. Se poi lei non ha risposte da dare, niente di grave… La lascio volentieri ai suoi monologhi, visto che "le interessa il confronto"! Buon proseguimento…

    4. Eg. "Punto azzurro"
      non le ho voluto rispondere solo perché mi pareva chiaro che gli interlocutori del ragionamento non erano gli urbanisti ma – con tutta evidenza – i politici che spesso e volentieri si piegano ad interessi particolari.
      Ho citato San Polino come esempio fra i tanti. Tuttavia non mi pare di aver messo in discussione la sua "qualità abitativa". Se proprio non vuol mostrare la sua identità, non fa nulla, ora però mi aspetto da Lei argomentazioni convincenti sulla originaria "vocazione strategica" di quell’insediamento.
      Quelle case hanno o non hanno calmierato i prezzi delle case in città?
      Perchè questa era la principale motivazione quando l’amministrazione di allora decise di dar vita "all’ultimo intervento espansivo" della città futura. Allora non ero contrario, ma visti gli esiti finali qualche dubbio m’è venuto.
      Invidio le sue certezze, anche se non mi paiono utili a chi cerca casa non a un prezzo "inferiore", ma "accessibile"!
      Forse lei non se n’è accorto ma al di là dell’oceano – non a Friburgo – il presidente Obama sta cercando di aggiustare una situazione che ha messo in ginocchio il mondo proprio attraverso una concezione perversa e spregiudicata dell’edificare.
      Eg. "punto azzurro",
      anche ad Offlaga e Calvisano le nuove case hanno delle ottime caratteristiche, come mai la loro "sostenibilità ecologica", ma forse più il prezzo, risulta decisamente più appetibile?
      Cosa dovrebbe fare l’urbanistica moderna è relativamente semplice: Dovrebbe ascoltare di più i suoi maggiori esponenti – Bernardo Sechi per esempio – cacciato in malo modo da Brescia solo perché voleva fare il mestiere per il quale era stato ingaggiato.
      Come vede ho stima di alcuni urbanisti, ma non di tutti!
      Lei non è stato affatto irrispettoso, tuttavia la sua anonima interpretazione evoca una difesa d’ufficio della categoria che del "mattone for ever" ne fa una professione consociativa con la politica degli affari di pochi.
      Vorrei potermi sbagliare… nel frattempo aspetto sue argomentazioni nel merito, perché della sobrietà di "padre Marcolini" in città se ne sente ancora la mancanza.
      Eg. "punto azzurro",
      non si senta ferito! io non ho attribuito colpe, mi aspetto solo un cambiamento reale e non propagandistico. Chiedo troppo?

    5. 1_ Premessa: nel commento 16set ore 15.04, lei scriveva di non avermi risposto perchè "anonimo". Mi fa piacere che abbia cambiato idea. Non tema: non sono minimamente "ferito", ci vorrebbe ben altro (per fortuna); magari posso dirle che posso trovare inelegante la sua ironia del "eg. punto azzurro", del "forse non se n’è accorto", della "difesa d’ufficio", ma non è nemmeno questo un problema così grave. Anzi, la cosa divertente è che, fondamentalmente, siamo addirittura sulla stessa posizione (tranne qualche sfumatura): non capisco quindi dove lei abbia potuto trarre elementi per collocarmi nella "categoria del mattone for ever"…

    6. 2_ Argomento A) Sanpolino: senza quell’intervento, le centinaia di persone che hanno avuto accesso ad un alloggio a prezzo convenzionato, o non avrebbero avuto possibilità di acquistare casa (domanda di affitto= rendita immobiliare = crescita del prezzo degli immobili) oppure avrebbero dovuto rivolgersi al mercato (aumento della domanda di alloggi = aumento dei prezzi). Non dispongo, oggi, dei dati recenti di fonte certa ed obiettiva, quindi non mi sento di parlare per sentito dire. Posso affermare invece, con certezza suffragata dai dati, che la tradizionale politica di edilizia sociale del Comune di Brescia ha, da decenni, calmierato i prezzi degli alloggi.

    7. 3_ Argomento B) il presidente Obama: il caso statunitense ha messo in ginocchio il mondo per una crisi finanziaria, ovvero quando è emersa la evidente impossibilità di pagare una infinità di beni e di servizi acquistati a credito (fittizio); tra di essi le case, che non sono però la causa della crisi; la “concezione spregiudicata e perversa” era estesa a vacanze, condizionatore, vestiti. Anche alle case.

    8. 4_ Argomento C) Il prezzo delle case a Offlaga e Calvisano: come lei mi insegna, il prezzo finale di un alloggio deriva dalla sommatoria delle seguenti voci: costo di acquisto dell’area, spese tecniche di progettazione, oneri di urbanizzazione, costo di costruzione, utile di impresa (in alcuni casi: mediazione sulla vendita). La elementare lettura di queste voci, consente di capire tutto (es. un terreno a Offlaga costa da un quarto ad un decimo di uno a Brescia). Considerando che – nell’edilizia economica popolare – il costo delle aree è sempre vantaggioso (perché l’Ente pubblico promotore può acquistare a rea agricola e successivamente cambiarne la destinazione urbanistica) e l’utile di impresa non è a discrezione dell’impresario… Nel prezzo che la collettività sopporta a seguito delle edificazioni ad Offlaga e Calvisano, oltre al consumo di territorio, va aggiunto anche quello degli spostamenti.

    9. 5_ Argomento D) L’urbanistica moderna: Bernardo Secchi (non “Sechi”) è stato tra i miei maestri. Qui a Brescia era contrario ad una nuova espansione urbana su territorio “vergine”, alla quale avrebbe preferito numerosi piccoli interventi di ricucitura del tessuto urbano (quelli che chiamava “i francobolli”). Ipotesi, per quanto innegabilmente nobile ed urbanisticamente auspicabilissima, che sarebbe però palesemente risultata in contrasto con il desiderio – dell’amministrazione di allora – di calmierare i prezzi degli alloggi. Pertanto anch’egli cedette all’operazione Sanpolino (il nome l’ha inventato lui, creando peraltro un casino incredibile: qualcuno pensa che Polino fosse un santo e scrive S.Polino; qualcuno, attento alla grammatica, scrive Sampolino perché davanti alla “p” non potrebbe starci la “n”…).

    10. 6_ Argomento E) Citare “padre Marcolini” come esempio di urbanistica di cui “si sente la mancanza” personalmente lo considero – per restare in tema – come bestemmiare in Chiesa. Mi si dica che Marcolini era una bravissima persona, onesta, attiva e nobilmente e meritoriamente impegnata a dare una risposta abitativa di emergenza alle migliaia di persone che nel dopoguerra sono arrivate in città dalle campagne: lo sottoscrivo. Ed aggiungo che per questo si merita indiscutibilmente le decine di monumenti che gli sono stati realizzati. Ma parlare di esempio urbanistico direi che è una mistificazione: sezioni viarie errate, distese di “villette” su lotto che hanno generato in negativo gli spazi pubblici (l’opposto di quanto afferma l’urbanistica, non solo quella moderna: dov’è la socialità? Tutti in chiusi in casa propria a guardare la TV…), edifici realizzati con tecniche e materiali (volutamente) poveri ed economici perché nati per dare risposta “provvisoria e di emergenza” ma – come sempre – diventati definitivi; proliferazione di addizioni più o meno abusive; e mi fermo qui…

    11. 7_ Conclusioni: personalmente ritengo che il cambiamento da lei auspicato (e da me condiviso, ci tengo a sottolinearlo) sia ben lungi dall’arrivare. L’urbanistica fa quello che può, per governare un quadro che non è in grado di sovvertire. La sua “richiesta” a Paroli di calmierare i prezzi degli alloggi di Brescia, quindi, prendiamola allora come una (amara) battuta…

    12. "nel frattempo aspetto sue argomentazioni nel merito", "perché mi interessa il confronto sopratutto con chi non la pensa come me". Io le argomentazioni le ho portate: ma il confronto, dov’è? Sempre cordialmente, .

    13. Non sia impaziente, caro "Punto azzurro", con il direttore di BsNews si è concordato che nel caso di opinioni articolate e non legate alla stretta attualità è opportuno che gli autori degli articoli più che un continuo botta e risposta riprendano e sviluppino gli argomenti con la cadenza concordata. Nel mio blog personale – riportando le sue argomentazioni – mi ero già impegnato a fare ciò. In ogni caso la mia mail è ggfondra@tin.it – a presto

    14. Non sarò mica impaziente! E’ che forse lei mi aveva abituato troppo bene… La prima risposta al mio commento era arrivata dopo 19 minuti; la seconda – più meditata – dopo 7 ore. Attendevo la terza e, non vedendola dopo sei giorni, mi sono solo permesso di chiederle se ancora intendeva confrontarsi… Vado subito a vedere il suo blog, chiedendo scusa se in passato non l’avevo mai frequentato…

    15. Ho visto il suo (apprezzabile) blog, nel quale – oltre che "anonimo punto azzurro" – vengo appellato come "misterioso allievo di Bernardo Secchi"… Vedo che prosegue in una sua personale – ed a mio giudizio inutile – ironia: considerando che io porto a lei i miei argomenti semplicemente dandole del lei. Ovvero come si potrebbe fare normalmente: non ho bisogno di nominarla (pur conoscendo il suo nome e cognome) ma contemporaneamente non trovo significativo irriderla ricorrendo a gratuite allegorie (scendere in basso non sarebbe difficile: "nostalgico di padre Marcolini" le sembrerebbe elegante come appellativo? A me no, per questo non lo uso. Anche se restando anonimo non avrei di che preoccuparmi…). Capisco, dopo aver letto il suo curriculum, di aver fatto un errore madornale: aver contraddetto "il profe" davanti a tutti! Se solo avessi immaginato, non mi sarei mai azzardato: non certo perchè "il profe" non si possa contraddire (dovrebbero bastare argomenti sostenibili), ma perchè ci si infila in un meccanismo, ingovernabile, di "accanimento di ritorsione". Puntualmente verificato nei fatti. Una breve nota, per finire: scrivevo, in risposta a lei che l’aveva citato, che Bernardo Secchi è stato "tra i miei maestri". Lo è stato, sì, ma insieme a parecchi altri che non ho citato (metto lì due nomi a caso: Tafuri, Maldonado; mi perdonino gli altri…): non sia così riduttivo con gli altri, il nostro mondo è la "complessità"!

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