Qualità, ricetta anticrisi

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     (COMUNICATO STAMPA)  “Ben il 75% dei nostri connazionali dichiara di non aver peggiorato la qualità dei propri acquisti rispetto al gennaio 2008 (per il settore food & beverages si arriva addirittura  all’89%, per i prodotti tecnologici d’uso personale si giunge all’86%, per i farmaci e i prodotti per la salute e il benessere al 79%).

    Inoltre il 77% della popolazione afferma di non avere alcuna intenzione di tagliare la qualità dei prodotti che acquisterà “nei prossimi 2-3 anni”.

    Questa la sintesi della ricerca realizzata da Astraricerche, presentata questa mattina al convegno Con la qualità fuori dalla crisi, organizzato dal Consorzio per la tutela del Franciacorta con la presenza di Altagamma, Maserati, Consorzio del prosciutto di San Daniele e Consorzio per la tutela del Franciacorta.

    Lo studio evidenzia come la cifra stilistica prevalente per il triennio 2008/2010 è less but better, ossia meno ma meglio. La qualità viene insomma difesa con i denti dai consumatori stessi, che preferiscono rinviare acquisti onerosi o diminuire la frequenza di fruizione degli stessi, o ancora avviare una politica degli acquisti ancor più intelligente e mirata.

    La ricerca conclude che “chi pensa, per uscire dai guai presenti, di abbassare la qualità compie un gravissimo errore: rivedere i prezzi, questo sì è necessario (e non solo fino all’inizio della ripresa); ma fare quality downgrading sarebbe folle. Il mercato italiano chiede qualità (e tanta gente fa fatica proprio per rinunciare ad essa), mentre sui mercati internazionali tutte le prospettive del Made in Italy sono legate – come sempre, più di sempre – alla nostra capacità di garantire una reale top quality: lo chiede l’84% dei nostri clienti all’estero”.

     

    Una prospettiva di cui si fa interprete il Consorzio per la tutela del Franciacorta: “Abbiamo il disciplinare di produzione più rigido al mondo – ha dichiarato Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta – in 40 anni abbiamo fatto miracoli. Rispetto a molti altri competitors, i volumi di produzione del Franciacorta sono minimi e quindi, visto che non potremo arrivare a produrre più di 20/25 milioni di bottiglie perché le dimensioni del territorio di più non consentono, siamo costretti a puntare tutto sull’elemento qualità, facendo sia che sia essa a rendere riconoscibile il Franciacorta al mercato”.

    Giulio Pastore, responsabile mercato Italia Maserati, ha dichiarato: “Qualità per Maserati significa qualità di prodotto e di servizio fornito al cliente finale; se da un lato questo si tramuta negli sforzi per il mantenimento di elevati standard qualitativi durante il ciclo produttivo, garantito da continui controlli, dall’altro significa l’instaurarsi di un rapporto personalizzato one-to-one con i clienti”.

     

    La politica della qualità adottata nel 2009 ha comportato l’applicazione di una filosofia che si può definire del Tutelarsi limitandosi – ha dichiarato Mario Cichetti, direttore generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele – in pratica, significa scegliere di avere una flessione del 12% negli andamenti produttivi per permettere di mantenere gli altissimi standard qualitativi imposti dal disciplinare del prosciutto di San Daniele. Scelta che in questi dieci anni il consumatore ha avvertito concretamente dato che il prosciutto di San Daniele oggi costa solo un Euro in più di dieci anni fa”.

    Per Santo Versace, presidente di Altagamma, “serve una ristrutturazione culturale, che dia spazio alla creatività e limiti sprechi ed eccessi, per riuscire così ad abbassare i prezzi come chiede il consumatore di oggi”.

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