Zero le donne in giunta al Broletto

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    A Taranto l’amministrazione provinciale è stata revocata dal TAR perché non aveva nessuna donna in Giunta. Una vergogna alla quale il TAR ha posto rimedio.

     

    A Brescia ci troviamo nelle stesse indecenti condizioni, ma ad ora nessuno vi ha posto rimedio.

     

    Bene hanno fatto i consiglieri provinciali del Partito Democratico a sollevare con forza il problema, perché si tratta di qualcosa di ancor più grave del mancato rispetto del regolamento che con chiarezza definisce l’obbligo della presenza di assessori di ambo i sessi nella giunta provinciale. Si tratta della riproposizione di una mentalità gretta e miseramente maschilista che si sperava spazzata via dai venti rinnovatori che avevano attraversato l’Europa negli anni ’60 e ’70 e che ha visto alcune nazioni europee crescere fino ad offrire, in tutti i campi, le medesime possibilità agli uomini e alle donne.

     

    Già dal 2005 la precedente giunta provinciale di Brescia, di destra come l’attuale, si era caratterizzate negativamente per la totale mancanza di donne presenti (a dire il vero si era specializzata anche per l’impressionante spreco delle risorse economiche, che hanno fatto diventare il debito pubblico della provincia uno dei peggiori d’Italia).

     

    Ma se i leghisti bresciani, che vale la pena ricordarlo con Molgora hanno la presidenza della provincia, si comportano in modo indecente oltre ogni limite, non si deve scordare che il tema delle pari opportunità tra i sessi riguarda l’Italia intera. Riguarda la destra e il centrosinistra.

     

    Credo sia venuto il momento di chiudere con le troppe commissioni pari opportunità che non incidono perché non hanno i mezzi per poterlo fare, per ripartire da commissioni pari opportunità che abbiano risorse e norme legislative che permettano loro di colpire tutti gli episodi di discriminazione tra i sessi.

     

    Se anche in questo campo non si imboccherà la strada della giustizia e dell’uguaglianza, l’Italia non andrà da nessuna parte.

     

     

     

    Giorgio De Martin

    Segretario cittadino del Partito Democratico

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    1 COMMENT

    1. Perchè sorprendersi?
      Lo sappiamo bene che da quella parte politica le donne che entrano a Palazzo, lo fanno dentro auto con vetri oscurati e solo per soddisfare il maschio dominante di turno.
      D’Addario docet …

    2. Ha ragione Rosa, se donne in politica vuole dire candidare ex presentatrici tv, ex modelle o ex cantanti tanto vale farne a meno. E poi perché in politica dovrebbe esserci l’obbligo di candidare "più donne" se lo stesso non c’è nel mondo dei sindacati, o nell’associazionismo, o nello sport o altrove?

    3. L’abitudine di escludere le donne, i giovani, gli omosessuali, è sempre una battaglia da fare contro chiunque.
      Importante però è dare spazio a donne e giovani che siano oltre che giustamente ambiziosi, anche preparati e disponibili.
      Colgo l’occasione per segnalare che durante l’ultima Assemblea di A2A per il rinnovo dei Consigli di Sorveglianza e di Gestione, circa 30 nomine peraltro in larga parte superflue, il sottoscritto ha ritenuto opportuno fare una pubblica censura per la mancanza assoluta di donne.

    4. @ Rosa, non sono da\’accordo, non m\’interessa se una donna ha lavorato come velina etc, per essere in gamba una non deve essere per forza brutta! e che cavolo. questo ragionamento è sbagliato e danneggia le donne. io voglio che le donne siano valutate per la loro intelligenza e le loro capacità, non m\’interessa se sono belle. certo una Viviana Beccalossi – a mio personale parere – poteva essere ministro o sottosegretario, se non per tutto il resto almenoo per la sua storia e la sua esperienza!!!! ciò non toglie che a BS – basta guardare in comune – le donne valide sono state premiate! la parità in Italia non esiste… e non c\’entra la parte politica. la nota prostituta barese andava infatti a dx ed a sx pur di ottenere soldi, ma del resto la sua professione è quella…. scusate ma il problema non mi sembra proprio sia quello di una puttana (sorry per il termine, ma piantiamola di chiamarla escort per darle un minimo di dignità, che le paripatetiche della strada hanno in abbondanza rispetto a questa tipa!) il problema è quello vissuto da donne che ogni giorno lavorano e sono retribuite un 30% meno rispetto ad un collega maschio di pari livello e ruolo, di quelle donne che s\’impegnano ogni giorno in tutte le attività, dal lavoro, passando per il sociale ed in fine in politica. è un problema culturale….

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