Discutiamone, ma secondo le leggi

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    Ho partecipato ad una affollata assemblea convocata dal Partito Democratico a metà ottobre sull’ipotesi di costruire due palazzoni da oltre 10.000 mq a Mompiano. Si tratta d’una idea sbagliata. Abitazioni di lusso invendute in zona ce ne sono già troppe.

    Penso invece che la riqualificazione dell’area dev’essere inserita in un contesto più ampio che riprogetti la viabilità e i servizi che riguardano le strutture contigue: università, ISU, anagrafe decentrata, ALER, stadio Rigamonti , campo di baseball, piscina, parco Castelli e tutto l’abitato della Mompiano storica.

    Anche il metodo è sbagliato. Infatti gli assessori Labolani e Vilardi hanno previsto una variante al vecchio Prg mentre entro 5 mesi si dovrà approvare il nuovo Pgt. A poco più di 150 giorni si vuole consentire una speculazione al centro d’una zona densa di strutture pubbliche come se ciò non condizionasse il futuro di oltre 10.000 abitanti, dell’intera città e della provincia.

    L’architetto Karrer parla d’una “Amministrazione Comunale che ha deciso di accompagnare il PGT con una serie di «focus» tematici aperti alla partecipazione della città, quindi del complesso degli attori che vi vivono e operano … Una sorta di “stati generali” della città dei quali individuare elementi comuni di «vision» strategica del futuro…”

    O gli assessori non sono a conoscenza di ciò che il loro consulente urbanistico va dicendo, oppure sono a dir poco ambivalenti.

    Per la verità l’improvvido Labolani s’è lasciato scappare ciò che lo interessa davvero: recuperare denaro fresco con gli oneri di urbanizzazione in barba a tutti.

    Contro la proposta, oltre al Partito Democratico, s’è espresso il presidente della Circoscrizione guarda caso residente in piazzale Vivanti. Il sospetto che tanto coraggio nell’osteggiare l’Amministrazione sia vagamente interessato pare  legittimo.

    Meglio del silenzio del Sindaco, anche lui residente in zona come l’assessore regionale Nicoli Cristiani che però ha definito il progetto uno “scempio”.

    L’agitazione sale e son tanti gli elettori che oggi espongono alle finestre lenzuola con frasi di dissenso che chiamano in causa il primo cittadino.

    Da ultimo Marco Toma (Ex-UDC), presidente della commissione Urbanistica, s’è detto disposto al dialogo con i cittadini in rivolta. Non basta.

    Nel ruolo istituzionale che ricopre è suo dovere bloccare ogni ipotesi di variante e avviare la discussione prevista da Karrer nella bozza del Pgt non solo con chi ha giustamente raccolto le firme ma, contestualmente, anche con tutti gli interlocutori interessati al quartiere, ai servizi, all’istruzione, allo sport.

    Non è un’opzione è un obbligo previsto dalle leggi nazionali n.24/1990 in particolare dalla n.15/2005; legge regionale n.12/21005; dalla direttiva CE n. 2001/42.

     

    Gianluigi Fondra

     Vill. Montini via Prima, n. 6 – Mompiano

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