Bragaglio sulle Torri

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    La recente iniziativa promossa da "Officina della Città", ed introdotta dall’avv. Francesco Onofri, ha evidenziato una rinnovata attenzione sulle Torri di San Polo. I contributi dei relatori (Croset, Polimeni, Montuori, Scalvini) sono stati di alto livello ed orientati alla possibilità di una qualificata ristrutturazione delle Torri. E non già ad un loro abbattimento.

    In effetti, ci troviamo di fronte ad un’operazione priva di fondate motivazioni. E ad una irresponsabile enormità di costi che gravano sulla Regione, Aler e Comune di Brescia, per ben 39 milioni di euro per la sola operazione "Tintoretto". Stando agli atti ufficiali si chiede alla collettività questo gravoso impegno per abbattere 200 alloggi, fatti 25 anni fa (con tecnologie avanzate ed antisismiche) e ristrutturabili, e per costruirne 235 di nuovi! Con un saldo attivo neppure dei 35 alloggi, in quanto i nuovi alloggi sono più piccoli dei precedenti. Se poi si considera anche la Torre Cimabue i milioni diventano almeno 80.

    Ma per capire meglio l’assurdità di tale operazione va fatto un breve riepilogo.

    La Giunta Corsini aveva proposto con l’Aler, una ristrutturazione dal costo di 18 milioni per Torre, che avrebbe ottenuto 220 alloggi, tra ristrutturati e nuovi, per una superficie abitabile di 31.600 mq.

    La Giunta Paroli ha invece proposto la distruzione delle due Torri (e di 400 alloggi). Per la sola "Tintoretto" l’intervento passa da 18 a 24 milioni di euro (settembre 2008), ma ottenendo alla fine una superficie utilizzabile per abitazioni di soli 13.000 mq., quindi il 60% in meno rispetto al progetto Corsini. Ma nell’aprile del 2009 i conti impazziscono ed il costo schizza a 39 milioni, sempre per 235 alloggi, a compensazione dei 200 abbattuti.

    Non solo, il nuovo progetto produce anche un salasso per le tasche dei bresciani. Infatti, mentre inizialmente il Comune doveva intervenire con soli 1,5 milioni per Torre, ora sono previsti ben 19 milioni per Torre. E per la Tintoretto, che è dell’Aler e neppure del Comune! Nel contempo la Regione dimezza il proprio contributo, che passa da 25 milioni a 13,8.

    Ma un bilancio che prevede per le due Torri 400 alloggi distrutti, un investimento di 80 milioni senza alcun incremento di alloggi, un danno erariale di circa 20 milioni di euro per due edifici che finiscono in macerie non potrà che meritare l’attenzione anche della Corte dei Conti.

    La distruzione di 400 alloggi determina, oltretutto, anche una pesante ricaduta sulla graduatoria ordinaria delle assegnazioni. Infatti, Aler e Comune, entro il 2014 possono mettere a disposizione in tutto 514 alloggi (tra nuovi e vecchi), ma 200 di questi vanno per le famiglie della Tintoretto e, a partire dal 2013, altri 200 dovranno essere programmati per la Cimabue.

    La Giunta ha trasformato il confronto in una commedia degli inganni. Sono stati presentati ben quattro progetti diversi, con cifre sempre più ballerine. Prima ci spiegano che con un solo milione si demolisce, ma dalla mattina alla sera il costo sale poi a tre milioni. Prima, si decide di costruire 125 alloggi sul sedime della Torre abbattuta, poi essi diventano 80 ed, infine, nessun alloggio.

    Nel frattempo l’Aler sposa con disinvoltura tutte le cause: prima proponendo la Torre come sede della Provincia, poi la ristrutturazione, infine l’abbattimento.

    E così oggi ci troviamo un "Contratto di Quartiere" sulla Tintoretto passato da 18 a 39 milioni di euro (e con l’azzeramento dei 2,5 milioni, prima previsti per la rivitalizzazione economica). Il tutto – a detta dello stesso assessore Bianchini – per una situazione di disagio sociale e di inciviltà procurata da una ventina di famiglie per ogni Torre!

    E con un problema grave in più, in quanto ben 120 delle 200 famiglie verranno trasferite nell’area del quartiere nuovo di Sanpolino.

    Il Sindaco Paroli sostiene l’abbattimento dicendo che sua madre non la sistemerebbe in quella Torre. Ed in effetti essendo reali i problemi, non a caso la Giunta Corsini aveva previsto una riqualificazione con una diversificazione funzionale e non solo abitativa. Ma con il criterio della "madre di Paroli" avremmo dovuto abbattere e non ristrutturare le case popolari di Campo Fera, via Volturno, via Verona, San Bartolomeo… E la Congrega dovrebbe abbattere il Quartiere Mazzucchelli. Ma per fortuna le Giunte Corsini (e ricordo con riconoscenza l’ing. Venturini) hanno fatto scelte opposte: dal 2001 al 2008 hanno investito 20 milioni in manutenzioni delle case comunali e costruito 2000 nuovi alloggi.

    Se fosse coerente, il Sindaco dovrebbe far abbattere tutte e cinque le Torri, procurando anche i 200 milioni di euro necessari per avere alla fine lo stesso numero di alloggi di oggi. Con gli stessi criteri la Regione dovrebbe abbattere, e non ristrutturare, nella sola Milano, almeno un centinaio di Case Alte con situazioni abitative analoghe, se non ben peggiori. Una vera e propria dissennatezza, che mi sorprenderebbe non poco ritrovare nell’assessore Scotti!

    L’iniziativa di "Officina" ha messo in campo ipotesi di recupero e di diverse destinazioni d’uso delle Case Alte di San Polo che meriterebbero d’essere considerate con la massima attenzione. Anche da una Giunta che accuratamente evita ogni confronto diretto.

    Claudio Bragaglio

     

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