Quadrini contro Paroli

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    “Credo che sia arrivato il momento che la Giunta comunale di Brescia inizi a fare una riflessione sul bonus bebé prendendo le distanze dallo scontro politico e focalizzando l’attenzione sulle famiglie residenti nella nostra città”.

    Così interviene Gianmarco Quadrini, capogruppo UDC al Pirellone e in Broletto e Segretario provinciale del partito a Brescia, in merito all’ennesima polemica scoppiata intorno al caso bonus bebé.

    “Non voglio entrare – afferma Quadrini – nel merito delle decisioni del Tribunale né delle ragioni sostenute dalla Giunta Paroli. Prendo però distanza da chi continua ad utilizzare il bonus bebé come pretesto per aumentare lo scontro politico tra maggioranza e opposizione. Invito invece a focalizzare l’attenzione su ciò che ha importanza davvero. Infatti quando si tratta della vita umana e dei bisogni della persona bisogna essere molto seri.”

    “Concordo – continua Quadrini – con il sindaco Paroli nel sostenere che la bassa natalità dei bresciani sia una questione assai delicata e sono più che certo che lo spirito con il quale la Giunta comunale ha concepito il provvedimento sia stato quello di aiutare le famiglie bresciane che vivono oggi momenti di grandi difficoltà. D’altra parte però non posso accettare che l’atteggiamento nei confronti degli stranieri regolarmente residenti in Città abbia due pesi e due misure in base alla convenienza”.

    “Non possiamo considerare i cittadini stranieri una risorsa preziosa quando svolgo servizi come l’assistenza ai nostri anziani o i lavori che non ci vanno più molto a genio e poi pensare di nasconderli di notte perché diventano un problema sociale”.

    “Bambini e genitori, italiani o stranieri che siano, hanno gli stessi bisogni, gli stessi desideri e le stesse aspettative. Come politici, cioè uomini attenti al bene comune, non possiamo dimenticarlo”.

    “Mi sembra tra altro paradossale che si alzi, giustamente, lo scudo contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che condanna l’Italia per l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, per poi scadere nella divisione tra famiglie bresciane e straniere in famiglie di seria A e di serie B.”

    “Oggi siamo in una situazione di grande crisi. È tempo di abbandonare lo scontro politico e di concentrare le energie mettendo a punto politiche adeguate a sostegno della famiglia, iniziando magari a valutare anche per il Comune di Brescia, l’applicazione del quoziente familiare, soluzione concreta ed efficace ed aiuto prezioso per le numerose famiglie in difficoltà”.

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