Laicità senza rancore

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    Potrà anche non piacere, ma il papa rimane un capo di Stato, oltre che una personalità religiosa a livello mondiale ed è doveroso predisporre la sua visita con tutti i crismi riservati a questo genere di occasioni. E’ quello che sta facendo la città di Brescia in attesa di Benedetto XVI che giungerà nella nostra provincia domenica otto novembre. Nessuno è obbligato ad assistere alle celebrazioni visto che le alternative sono parecchie, compresa la possibilità di organizzare la giornata esattamente come se nulla fosse.

    Ma organizzare una manifestazione contro tale visita in nome della laicità dello Stato diventa poco serio e soprattutto dannoso per chi della laicità ne sta facendo una battaglia vera. Quanto alle motivazioni addotte dagli organizzatori del corteo e del ciclo di iniziative “Avvento laico” non sorprende la solita trita e  demagogica rimostranza del denaro sprecato. Ma quante volte le Amministrazioni locali o lo Stato si sono sobbarcate costi per celebrazioni o visite di capi Stato? Fa parte della democrazia e  dei rapporti tra Istituzioni.

    A parte il fatto che, per quanto riguarda l’evento bresciano, andrebbe verificata nel dettaglio la suddivisione dei costi tra Loggia, Diocesi e Vaticano, ma va anche detto che non sono mancate altre occasioni in cui rappresentanti religiosi o spirituali sono stati accolti con gli onori del caso senza alcun tignosa contrarietà. Nessuno, infatti, si è scandalizzato delle legittime attenzioni riservate al Dalai Lama, anzi giustamente ci si indigna se non viene ricevuto.

    Non userei, quindi, a sproposito la parola laicità e nemmeno sfodererei con troppa disinvoltura la sciabola dei favoritismi dello Stato verso la religione cattolica, tutte questioni sacrosante che, però, investono ben altri e più importanti ambiti. Le intrusioni delle gerarchie ecclesiastiche nell’agire dei cattolici in politica, la battaglia per una bioetica orientata o ancora l’invadente presenza degli obiettori di coscienza negli ospedali, oramai in maggioranza, mettono in pericolo la laicità e chiamano i suoi sostenitori alla lotta. L ‘esenzione dall’Ici per gli immobili ecclesiastici o i benifit alla scuola privata, mentre quella pubblica cade a pezzi, sono le difficili battaglie del laico di oggi.

    Ma manifestare perchè il papa incontra i suoi fedeli pare l’atteggiamento rancoroso di chi paradossalmente è ancora invischiato da un risentimento. Pare  l\’agire di chi deve ancora regolare i conti individuali con la propria spiritualità . Domenica l’ateo in pace con se stesso e con il mondo va a farsi un giro lontano dal trambusto delle vie cittadine rispettando i sentimenti altrui. Se mai ridendo dei tanti “atei devoti” che riempiranno il parterre di Piazza Duomo.

    Federica Papetti

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    1. verissimo e sacrosanto ciò che scrive.
      Credo invece che bene farebbero i fedeli a manifestare con ragione per chi predica bene e razzola male.
      D\’altro canto Cristo predicava povertà,uguaglianza e cenava dividendo il pane mentre il suo rappresentante terreno degusta pietanze e dessert cucinati da chef internazionali.

    2. verissimo e sacrosanto ciò che scrive.
      Credo invece che bene farebbero i fedeli a manifestare con ragione per chi predica bene e razzola male.
      D\’altro canto Cristo predicava povertà,uguaglianza e cenava dividendo il pane mentre il suo rappresentante terreno degusta pietanze e dessert cucinati da chef internazionali.

    3. Non capisco.Esiste una \"Laicità con rancore\" ? Allora non è Laicità ma,per dirla alla Rimbaud,piatto misto di rimasugli;d\’ogni cosa adultero miscuglio.Le manifestazioni,chiamiamole così, anticlericali tentate a Brescia nei giorni scorsi,e determinate dall\’arrivo del Papà, sono infantilismi di cui si farebbe,volentieri, a meno.Parola di Laico impenitente e sereno

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