Simboli e Valori

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    Sono convinto che il pronunciamento del Tribunale per i Diritti Umani di Strasburgo contro l’esposizione del crocifisso nelle scuole italiane sia non solo un’indebita ingerenza in vicende nazionali, ma l’assoluta mancanza di capacità di lettura e di rispetto del tessuto, della storia, dei sentimenti diffusi di un popolo. Vedere nel simbolo della croce un momento di discriminazione, considerarlo un elemento di scontro non credo sia accettabile sia da parte di chi vi coglie un profondo, anzi l’essenziale, riferimento alla propria fede, sia per chi in ogni caso vi riconosce un forte richiamo alle proprie radici culturali. Esiste un però che mi inquieta. Ancora una volta si è assistito ad un elevarsi di proteste, di contestazioni, di accuse all’Europa di essere tecnica e laicista, di rivendicazione di appartenenza alla fede cristiana messa in discussione. Ho l’impressione che ci si fermi ai simboli, o meglio si utilizzino i simboli, in questo caso il crocifisso, per motivi che poco hanno a che fare con il suo significato. Rivendicare in modo profondamente laico il legame con la croce cosa significa quando si parla di immigrazione, bonus bebè compresi?, cosa significa quando si parla famiglie bisognose?, quando si parla di qualsiasi tipo di diversità? Quando si parla di politica internazionale? Quando si parla di difesa del “creato” ? L’elenco potrebbe essere lungo. Allora spero che sui muri delle nostre scuole continui ad essere appeso il crocefisso, confidando che il messaggio che riesca a trasmettere sia di pace e fratellanza, di rispetto e di “amore”, parola che quasi ci vergogniamo a pronunciare, verso gli altri, sia il ricordare che per ottenere pace per tutti si deve essere disposti anche al proprio sacrificio, per carità non estremo anche solo economico. Ma spero soprattutto che si smetta con l’ipocrisia di chi usa i simboli rinnegandone i valori. Con buona pace dell’on. Santanchè, che temo veda nel crocefisso la via di una “sua” resurrezione politica, o del sottosegretario Giovanardi che riguardo al caso Cucchi non è certo alle radici cristiane che ha trovato ispirazione. Mi fermo qui anche perché in fondo un po’ di incoerenza, un po’ di contraddizione esiste in tutti quelli che ora difendono il simbolo, a cominciare da chi scrive. Incominciamo attraverso i simboli a riscoprire i valori, laicamente inteso si capisce!

     

    Gian Antonio Girelli

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