Falsi permessi agli immigrati

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    38 persone denunciate, 4 bresciani e 34 stranieri, nell’ambito dell’indagine che sta facendo luce su un traffico clamoroso di falsi permessi di soggiorno.

    Tutto è partito con l’arresto di una ragazza nigeriana costretta a prostituirsi. Lo scorso aprile la giovane è arrivata in una caserma della polizia dicendo di essere sfuggita da un’abitazione di Concesio dove era rinchiusa insieme ad altre ragazze di strada. Gli agenti si recarono sul luogo indicato ed effettivamente scovarono le ragazze, ma non solo. In arresto finì il nigeriano Line Frank Okechukwu, falsificatore colto sul fatto mentre nel laboratorio allestito nell’abitazione stava producendo permessi di soggiorno. Da lì partirono le indagini sfociate ora nelle 38 denuncie.
    I 4 imprenditori bresciani avrebbero creato aziende fasulle che fingevano di assumere i lavoratori in cerca di impiego per ottenere i documenti. Gli imprenditori si difendono e dicono di essere vittima dei falsificatori, che avrebbero utilizzato a loro insaputa i loghi delle aziende.
    Il giro d’affari del falsificatore sarebbe davvero notevole: 3 mila euro per ogni passaporto nigeriano prodotto, o per le carte d’identità (rilasciate da comuni del bresciano), permessi di soggiorno o contratti di lavoro.
    Au.Bi.

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