Poste, chiudono 14 uffici

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    Apro 1 e ne chiudo 14. Poste Italiane riprende la cosiddetta “razionalizzazione” degli uffici postali. “Nei giorni scorsi – spiega Giovanni Punzi, Segretario del sindacato dei lavoratori postali della Cisl – abbiamo assistito alla chiusura dei turni pomeridiani negli uffici di Breno, Salò, Concesio, Iseo e all’annuncio di possibili ulteriori riduzioni delle aperture in quelli di Castelletto di Leno, Corticelle Pieve, Coniolo, Ludriano, Padernello Bresciano, Remedello Sotto, Mazzano, Ossimo Inferiore, Valle di Saviore, Erbanno, Gratacasolo, Pilzone, Cogozzo, San Vigilio. I Dirigenti di Poste Italiane dicono di agire in base alle leggi del mercato, ma non danno mai riscontro di alcun dato, né alle parti sociali né ai cittadini. E così, in nome del mercato, si fanno passare decisioni del tutto discrezionali che arbitrariamente decretano la sopravvivenza o la fine dei nostri uffici postali.”

    Le organizzazioni sindacali denunciano la mancanza di una programmazione condivisa e la deriva schizofrenica della politica della dirigenza di Poste Italiane. “Certe decisioni non si spiegano altrimenti – dicono in Cisl – Da un lato i Dirigenti sostengono che in alcuni Comuni bresciani ci sono troppi uffici postali, e così chiudono o riducono gli orari di servizio, salvo poi decidere l’apertura di nuovi uffici postali ad Ospitaletto, Castel Mella e Rezzato, tutti comuni dove già è presente un ufficio postale: da lunedì, Rezzato, ne avrà addirittura tre!”

    Ma c’è un altro motivo di preoccupazione nei rappresentanti dei lavoratori. “Ci meraviglia – aggiunge Punzi – il silenzio di alcune Amministrazioni comunali. Anzi, a detta dei Dirigenti di Poste Italiane sono proprio i Sindaci ad avere dato il loro assenso alla chiusura degli uffici postali. Ancora una volta si rende necessario chiedere un tavolo di confronto Istituzionale presso la Prefettura di Brescia, al fine di comprendere le strategie aziendali di Poste Italiane nel breve e medio tempo, ma anche per sapere cosa pensano realmente i Sindaci di fronte ai disagi dei cittadini, e poter dibattere le problematiche che tutti i giorni affrontano i dipendenti per cercare di assicurare un servizio postale all’altezza delle esigenze produttive di una realtà come quella Bresciana”.

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