Utile a 183 milioni di euro

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    Il Gruppo UBI Banca chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile netto consolidato pari a 187,3 milioni di
    euro (620 milioni nell’analogo periodo del 2008) nonostante le difficili condizioni economiche che si sono
    riflesse sull’andamento dei volumi, sulla qualità del credito e sulla generazione di ricavi. La gestione è rimasta
    focalizzata sulla generazione di proventi ricorrenti e sostenibili anche in presenza di una congiuntura
    sfavorevole di mercato, sul contenimento dei costi e sulla prudente gestione dei rischi tra cui quelli creditizi
    tipici della attività di intermediazione con la clientela svolta in modo prevalente dal Gruppo. A fine settembre
    2009, le stime effettuate hanno confermato la solidità patrimoniale di UBI Banca, con un Core Tier 1 ratio
    pari al 7,33%, in ulteriore incremento rispetto al dato del 30 giugno 2009 (7,24%), un Tier 1 ratio del 7,86% e
    un Total capital ratio dell’11,76%. Ricordiamo che i dati non comprendono gli ulteriori benefici delle due
    operazioni straordinarie (accordo di bancassurance ramo danni e trasferimento delle attività di banca
    depositaria) annunciate nel mese di settembre 2009, che comporteranno complessivamente, entro la prima metà del 2010, un miglioramento del Core Tier 1 stimato, ad oggi, in circa 20 punti base.

    Nota ai commenti del periodo
    A partire dal 1° luglio 2009 è stata introdotta la commissione di messa a disposizioni fondi che ha natura
    omnicomprensiva e, in ottica semplificativa, è andata a sostituire, oltre alla commissione di massimo scoperto,
    anche una serie di commissioni applicate agli affidamenti ed ai conti correnti affidati. Ai fini di un’analisi più
    omogenea, si è provveduto a compilare anche una versione del conto economico riclassificato che preveda per
    tutti i periodi precedenti il 30 settembre 2009, lo scorporo dal margine di interesse (a favore delle commissioni
    nette) della commissione di massimo scoperto. Tale versione verrà utilizzata, a partire dalla prossima
    rendicontazione, ai fini dei raffronti tendenziali e congiunturali.

    Nonostante il perdurare della debolezza del quadro congiunturale, il terzo trimestre del 2009 ha chiuso con un
    utile netto contabile attestatosi a 61,4 milioni di euro rispetto ai 101,6 milioni del secondo trimestre del 2009 e
    ai 100,9 del terzo trimestre 2008. In termini normalizzati, vale a dire al netto delle voci non ricorrenti, l’utile
    del trimestre si è attestato a 64,8 milioni di euro rispetto ai 23,2 del secondo trimestre del 2009 e ai 116,7
    del terzo trimestre 2008.
    Se il terzo trimestre del 2009 risulta difficilmente confrontabile con l’analogo periodo del 2008, che
    rappresentava solamente l’inizio della crisi economica indotta dalla crisi finanziaria, l’analisi dell’andamento
    congiunturale rispetto al secondo trimestre del 2009 evidenzia alcuni elementi degni di nota:
    – il margine d’interesse segna, a seguito della sostanziale stabilità degli impieghi e dell’ulteriore
    riduzione dei tassi di mercato a livelli ormai considerati prossimi ai minimi, una riduzione dell’11,8%
    (e del 7,1% se il secondo trimestre viene depurato della commissione di massimo scoperto);
    – le commissioni nette beneficiano della miglior performance delle componenti relative al risparmio
    gestito (in costante crescita già a partire dal secondo trimestre del 2009: +9,3 milioni secondo
    trimestre/primo trimestre e +10,9 milioni terzo/secondo trimestre), sebbene i servizi bancari tradizionali
    soffrano ancora del rallentamento dell’attività economica. Complessivamente, le commissioni nette
    registrano un incremento del 14% rispetto al secondo trimestre 2009 anche grazie alla inclusione della
    nuova commissione di messa a disposizione fondi. A parità di perimetro, vale a dire riconducendo
    anche per i periodi precedenti il 30 settembre 2009 la commissione di massimo scoperto alle
    commissioni nette, la voce segna un incremento, trimestre su trimestre, dell’1%. A titolo informativo,
    si comunica che le commissioni non più in essere a seguito della revisione dell’impianto
    commissionale ammontavano nel secondo trimestre a 43 milioni (inclusa la commissione di massimo
    scoperto) mentre la commissione di messa a disposizione dei fondi si è attestata nel terzo trimestre a 34
    milioni di euro;
    – i ricavi “core” (interessi netti + commissioni nette) per dipendente sono rimasti sostanzialmente
    stabili a circa 175 mila euro;
    – l’attività finanziaria ha fornito un apporto positivo del 3% circa dei proventi totali nel terzo trimestre
    dell’anno, tornando in linea con la tradizionale percentuale di ricavi generata dall’Area Finanza
    nell’ambito della politica di prudente gestione dei rischi del Gruppo;
    – gli oneri operativi risultano in ulteriore contrazione del 2,9% rispetto al trimestre precedente;
    – le rettifiche su crediti sono scese del 16,2% rispetto a quelle registrate nel secondo trimestre dell’anno,
    accompagnate da una significativa decelerazione nella generazione di tutte le categorie di crediti
    deteriorati. Il costo del credito si è attestato allo 0,82% annualizzato del totale crediti, rispetto allo
    0,97% del secondo trimestre 2009.

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