Operazione White Christmas

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    Era Natale. Attraversavo la vasta pianura.La neve era come vetro. Faceva freddo.L’aria era morta. Non un movimento, non un suono. L’orizzonte era circolare. Nero il cielo. Morte le stelle. Sepolta ieri la luna.Non sorto il sole. Gridai. Non n i udii. Gridai ancora. Vidi un corpo disteso sulla neve. Era Gesù Bambino. Bianche e rigide le membra. L’aureola un giallo disco gelato. Presi il bambino in mano. Gli mossi su e giu le braccia. Gli sollevai le palpebre. Non aveva occhi. Io avevo fame. Mangiai l’aureola. sapeva di pane raffermo. Gli staccai la testa con un morso. Marzapane stantio. Proseguii.
     
     
    Frederich Durrenmatt
     
    Quando non bastano le parole per commenatare una notizia, per fortuna, soccorre la letteratura. Non è inopportuno il nome dell’operazione, ma è indegno lo spirito con il quale, da un po’ di tempo, si sta uccidendo il Natale. Tutti giorni. Provvedimento su provvedimento, regolamento su regolamento, cavillo su cavillo, pur di rendere la vita esasperante per gli stranieri in Italia.
     
     

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