Lo straniero nei Testi Sacri

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    Noi oggi viviamo in una società dominata dall’odio; definire Bianco Natale l’operazione intrapresa dal sindaco di Coccaglio è semplicemente aberrante. Ciò che mi inquieta maggiormente tuttavia è che l’amministrazione di Coccaglio è stata ampiamente votata da quella popolazione la quale, da quanto risulta dai commenti letti su giornali locali, condivide pure questo modo di celebrare il Natale. Eppure il “Forestiero”, perché di questo si tratta, nelle Sacre Scritture care a tanti cristiani, tanto devoti, ma forse poco in ascolto della parola di Dio, il Forestiero ha un trattamento particolare e i luoghi in cui si parla di lui sono molti sia nel vecchio che nel nuovo Testamento.

    L’inizio dell’attenzione della Bibbia verso il forestiero non può che essere il primo comandamento: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, da una casa di schiavitù” (Es.20,2).

    IL Signore libera il popolo d’Israele dalla schiavitù per guidarlo nella Terra Promessa.

    Quanti popoli ancora oggi vivono nella schiavitù, oppressi come sono dalla miseria, dalle malattie, dalla fame, dall’ingiustizia e anelano alla loro terra promessa onde poter vivere una vita dignitosa e libera. Ma la società occidentale e l’Italia cristiana insieme, accecata dagli idoli del proprio vivere meschino, non ascolta la Parola di Dio.

    L’esperienza di libertà degli israeliti fu sempre presente nella legislazione della loro società antica e il forestiero ebbe sempre un trattamento di grande rispetto.

    “Non molesterai lo straniero né l’opprimerai, perché foste stranieri nella terra d’Egitto” (Es.22,20).

    “Non opprimerai lo straniero: voi conoscete la vita dello straniero, perché foste stranieri in terra d’Egitto” (Es.23,9).

    Non furono anche gli italiani, in tempi non lontani, stranieri fra altri popoli? Ed hanno forse tratto insegnamento da questa loro esperienza?

    La legislazione recente varata in Italia dall’attuale governo e tanto apprezzata dai lombardi e dalle popolazioni del nord d’Italia, manifesta un atteggiamento di rispetto verso il forestiero che vive tra noi? O invece non fa che angariare e rendere impossibile la loro permanenza presso di noi?

    Eppure le Sacre Scritture offrono oggi a noi che ci dichiariamo cristiani un insegnamento inoppugnabile: “ Non opprimerai il salariato povero e indigente né tra i tuoi fratelli né tra i forestieri che si trovano nella tua terra” (Dt.24,14).

    “Non lederai il diritto del forestiero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova. Ricordati che sei stato schiavo in Egitto e te ne ha liberato il Signore tuo Dio; perciò ti prescrivo di fare questo” (Dt.24,17).

    Come sarei contento se qualche volta mentre assisto alla santa messa anche il celebrante, che sicuramente conosce la realtà della nostra città, si ricordasse di leggere ad alta voce, ai fedeli che l’ascoltano, queste parole. Esse sono la Parola di Dio che vale anche per noi oggi e adesso. Anzi sembrano pronunciate proprio per noi : “ Se verrà a stabilirsi presso di voi un immigrante, non molestatelo. Come un oriundo tra di voi sarà colui che viene a stabilirsi presso di voi. Lo amerai come te stesso, perché voi siete stati immigranti nella terra d’Egitto” (Lev.19,33-34).

    Tutta questa lunga tradizione biblica sarà presente nella predicazione di Gesù; il vangelo di Matteo la compendierà nel famoso brano del giudizio finale: “Venite benedetti dal Padre mio, prendete possesso del Regno preparato per voi sin dall’origine del mondo. Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere, ero forestiero e mi ospitaste, nudo e mi copriste, infermo e mi visitaste, ero in carcere e veniste a trovarmi” (Matteo 25,34-36).

    Le parole che qui ho ricordato, specie quelle del vecchio Testamento, non sono esortazioni a ben comportarsi nei confronti degli stranieri, sono la legislazione che disciplinava i rapporti fra gli israeliti e gli stranieri che vivevano fra loro.

    Coloro che sono stati educati a ritenere le parole della Bibbia, Scrittura Sacra perché ispirata dal Signore, dovrebbero soltanto domandarsi se la legislazione che disciplina i nostri rapporti con gli stranieri hanno qualcosa di lontanamente paragonabile con le parole della Bibbia. Per me assolutamente no.

    Allora parlare di difesa della cristianità, di tradizioni cristiane, di radici cristiane, come fanno gli attuali governanti della nostra infelice regione, è solo stravolgere il messaggio divino e seminare l’odio e la disgregazione della nostra società.

    Ahimé, l’antico Israele aveva ogni tanto qualche profeta che richiamava la società israelitica ai suoi doveri e Gesù lo fece ai tempi suoi , tanto che lo misero in croce.

    Che il Signore mandi anche alla comunità bresciana oltre alla Chiesa trionfante che ha accolto Benedetto XVI anche qualche pastore che levi la sua voce profetica per la vita di ogni giorno feriale.

    Egidio Papetti

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