Il deserto di corso Cavour

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    Una volta era una delle strade più frequentate della città. Con la chiusura del Tribunale però, corso Cavour si è progressivamente svuotata, destando una progressiva preoccupazione tra gli esercenti della via.  Per discutere la situazione, la titolare del bar Sant\’Alessandro, nell\’angolo della omonima piazza, si è incontrata con l\’assessore Mario Labolani in qualità di rappresentante di tutti gli esercenti della zona. Ha illustrato la situazione e chiesto un aiuto concreto affinchè i proprietari dei negozi non debbano abbassare definitivamente le saracinesche. Quella richiesta dai commercianti di corso Cavour è una ricetta contro gli effetti concomitanti di tanti fattori. Oltre il trasferimento degli uffici giudiziari nel nuovo palagiustizia, anche  l\’apertura del centro commerciale “La Freccia Rossa” , la chiusura della Casa di cura Moro e della Pinacoteca di piazza Moretto (per ristrutturazione). L\’assessore non ha una soluzione pronta, confida però che la riapertura della strada alle auto e la riqualifica di vicolo Prezzemolo possano avere una ricaduta positiva sull’affluenza di bresciani sullo storico corso. Promette però di sovvenzionare un albero natalizio e luminarie per abbellire ulteriormente la via .

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    1. In altre circostanze, si parlerebbe di \"libero mercato\" che si autoregola, di \"flessibilità\", di \"delocalizzazione\", di \"meno Stato e più privato\", etc etc.

      Labolani potrebbe dunque consigliare alla titolare del bar di spostarsi – che so – in largo Formentone: tra poco lì ci sarà un grande movimento di studenti che andranno a studiare nel nuovo edificio che prenderà il posto della \"vituperata\" pensilina… Poi, con calma, Labolani – o chi per lui – ci dirà cosa si intende fare dell\’ex tribunale: d\’altronde è comprensibile che egli sia stato preso alla sprovvista. La dismissione del tribunale è stata infatti \"una vera sorpresa\"…

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