Il dibattito del Pdl

    0

    Il PDL oggi e domani? Non è facile dare una risposta esaustiva e ben definita ad una domanda come questa. Si può però partire da un dato certo. Il Popolo della Libertà è stato concepito come un moderno partito europeo. Una rappresentanza politica che aderisce al Partito Popolare Europeo e che quindi segue le linee guida indicate in quella carta dei Valori, cui tutti – indistintamente – ci siamo ispirati. Valori che fanno parte della storia recente di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, ma soprattutto della tradizione e della cultura italiana, che hanno trovato e devono continuare a trovare la giusta sintesi in un’azione di governo incisiva, forte e credibile. Nella recente storia politica italiana solo il centrodestra e il presidente Silvio Berlusconi hanno avuto la capacità e la credibilità di guidare il Paese attraverso consensi ampi e consolidati. Se ciò è avvenuto non è stato un fatto casuale. E neppure merito delle televisioni o di altre congetture tipiche di una sinistra da troppi anni arroccata nei Palazzi o nelle fumose segreterie di quel che è rimasto del Sindacato. Se gli italiani a più riprese hanno deciso di dar fiducia alle capacità di Silvio Berlusconi è perché il leader del centrodestra è in grado, più di ogni altro, di saper interpretare e cogliere il "sentir comune" della gente, dei nostri cittadini: dall’impiegato che ogni giorno usa l’autobus per recarsi al lavoro, alla mamma che accompagna il bambino a scuola; dalla coppia di pensionati che va al mercato a far la spesa ai giovani studenti che anche nel contesto studentesco si sentono chiamati ad esprimere un progetto politico e sociale di ampio respiro. Capacità di ascoltare e di parlare alla gente, dunque, di elaborare il dato e di trasferirlo pragmaticamente in azione di governo, in fatti concreti. Come? Attraverso l’intelligenza e l’esperienza di chi vive la politica, come Ignazio la Russa, Sandro Bondi e Dennis Verdini, con infinita passione e spirito di servizio verso la collettività. Ma anche con la freschezza e la novità di ministri giovani, dinamici e attivi. E giovani non solo anagraficamente, ma anche nel rapporto con i Palazzi romani. E’ sufficiente pensare alla storia e alla carta d’identità di Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Giorgia Meloni, Angiolino Alfano o Raffaele Fitto per comprendere il coraggio e la lungimiranza del modo di concepire la politica e quindi il Popolo della Libertà da parte del presidente Silvio Berlusconi. In questi giorni abbiamo assistito a frizioni e screzi tra Silvio Berlsuconi e Gianfranco Fini, che ormai fanno parte di un unico, grande, partito, frutto di un’intuizione geniale del Presidente Silvio Berlusconi che ha avvicinato forse troppo repentinamente due realtà strutturate e complesse come Forza Italia e Alleanza Nazionale, saltando forse quella che era, a mio avviso, una tappa utile al consolidamento ed all’affiatamento delle stesse, ovvero la federazione. I tempi della politica, però, si sa, spesso non consentono battute di arresto, ma non mi sembra questo un alibi che possa evitare a Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini di giungere ad una soluzione per risolvere le questioni che animano la congiuntura politica interna attuale. Pagheremmo un prezzo troppo alto, tradotto in un ridimensionamento del partito e in una flessione di popolarità del Governo. Se consideriamo, poi, esempi come Emilia Romagna e Toscana, da sempre regioni rosse, nelle quali alle ultime politiche la Lega ha ottenuto inaspettato consenso, ad oggi in sensibile aumento, dovuto per lo più, a detta dei sondaggisti, a voti persi da Alleanza Nazionale, beh, credo che si debba riflettere attentamente sul da farsi, anche in vista delle prossime regionali. Riflettano, quindi, soprattutto Fini quando fa determinate proposte…cassate anche dall’ultimo ufficio di Presidenza del PDL tenutosi nei giorni scorsi…

    Viviana Beccalossi

    Coordinatore provinciale del Popolo delle Libertà

     

     

     

    Comments

    comments

    1 COMMENT

    1. Non so a chi la vuol dare a bere l\’on.Beccalossi, ma il Pdl pur aderendo al PPE, non ha nessuna delle caratterische proprie dei partiti popolari europei,il PdL è il partito di Berlusconi,nel senso che lui è il padrone,e chi non si mostra suo servitore è suo nemico.
      Lei onorevole ne fornisce la prova nel suo scritto, deplorando le proposte…cassate del\’on Fini, che, al contrario di Berlusconi, qualche sforzo per dare un respiro democratico ed europeo al Pdl lo sa facendo. Certo che se anche i suoi vecchi amici lo trattano come sta facendo lei, non discutendo il merito delle sue tesi, ma trattandole come cassate, il Pdl avrà pure, per ora, i consensi popolari, ma di europeo non ha proprio nulla.

    LEAVE A REPLY