Lettera aperta al sindaco

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    Egregio Sig. Sindaco

    anche la nostra città, come tutto il paese, soffre gli effetti di una crisi economica pesantissima le cui conseguenze ,nonostante i facili ottimismi di alcuni, sono ancora in larga parte da scontare.

    In questi mesi abbiamo assistito anche nella nostra provincia ad un massiccio ricorso alla CIG da parte delle imprese, soprattutto le medie e piccole, al punto che oggi nella provincia i lavoratori interessati sono circa 70.000 per molti dei quali è viva la minaccia di un futuro  licenziamento.

    In città si vanno moltiplicando i casi di fabbriche che rischiano di chiudere i  battenti o che, una volta esaurite le scorte di magazzino che hanno permesso fino ad ora di resistere, si rivolgeranno a loro volta agli ammortizzatori sociali i cui fondi sono per altro in via d’esaurimento.

    Le piccole attività autonome, commercianti ed artigiani, soffrono sempre di più la stagnazione dei consumi con seri rischi di chiusura dell’attività.

    Le famiglie sopportano con enormi  sacrifici tutto il peso di questa situazione che, purtroppo,  sul piano occupazionale e dei consumi ancora non ha mostrato ancora il suo lato peggiore.

    Onorevole Paroli

    non ritiene che in un momento come l’attuale sia più che mai necessaria la Sua presenza in città   e la Sua disponibilità nei confronti di tutti coloro che, per le ragioni più diverse, sentono la necessità di conferire con il loro primo cittadino ?

    non ritiene che dopo la decisione della giunta da Lei presieduta , a seguito alle note vicende che hanno investito A2A, di non rispettare il patto di stabilità comporti una piena assunzione di responsabilità, perché no .. anche con la semplice presenza, al fine di rassicurare i cittadini sulle possibili ricadute che tale scelta potrebbe comportare ?

    non ritiene che certe manifestazioni d’intolleranza e di furore ideologico che stanno lentamente avvelenando il tessuto sociale città potrebbero essere ricondotte ad un più civile ed equilibrato confronto attraverso l’ opera di mediazione del suo primo rappresentante  istituzionale ?

    Signor Sindaco,

    ci sembra superfluo sottolineare  che essere primo cittadino  significa esserlo per tutti, non per una sola  parte politica, e che il pur legittimo esercizio della delega dei propri poteri non può sconfinare nell’indifferenza e nella ripetuta e sistematica  assenza dalla città.

     

    Le chiediamo perciò, nell’interesse della città, di rinunciare all’incarico di parlamentare e di fare il sindaco di Brescia a tempo pieno.

     

    Cordiali saluti

     

                                                                       

     

    Brescia, 7/12/2009                                                         p.  LA SEGRETERIA CITTADINA DEL PD

                                                                                                             (Giorgio De Martin)

     

     

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